Milannews24
·25 de mayo de 2026
Stefano Pioli è davvero il grande rimpianto del Milan?

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·25 de mayo de 2026

Nel calcio conta il presente, ma spesso è il passato a spiegare meglio il presente stesso. E allora la domanda oggi nasce spontanea tra i tifosi del Milan: Stefano Pioli può diventare un rimpianto?
Per mesi una parte dell’ambiente rossonero aveva chiesto il cambiamento. Dopo anni sulla panchina milanista, il ciclo dell’allenatore emiliano sembrava arrivato alla conclusione naturale. La sensazione diffusa era che il Milan avesse bisogno di nuove idee, di un salto europeo, di una squadra più moderna e dominante. Eppure, guardando quello che è successo dopo, il dibattito si è riacceso con forza.
Perché i numeri parlano chiaro. Dal 2021 a oggi, Pioli è stato l’unico allenatore capace di portare il Milan stabilmente in Champions League e soprattutto di riportare lo Scudetto in una bacheca che da troppo tempo aspettava un trionfo. Un dettaglio enorme, che forse per mesi è stato dato troppo per scontato.
Certo, il Milan di Pioli non era perfetto. C’erano limiti tattici, blackout improvvisi e partite gestite male. Ma quella squadra aveva qualcosa che oggi sembra sparito: identità, entusiasmo e spirito di gruppo.
Il famoso Scudetto del 2022 non fu vinto dalla rosa più forte, ma dalla squadra più convinta. Theo Hernandez, Leao, Tonali, Giroud: tutti rendevano oltre il proprio livello grazie a un ambiente compatto e a una guida tecnica che aveva costruito fiducia. Pioli era riuscito a creare un gruppo vero, capace di resistere alla pressione e di crescere nei momenti decisivi.
Il problema è che il Milan attuale, nonostante investimenti importanti e cambiamenti continui, appare più fragile e confuso rispetto a quello del passato recente. Ed è qui che nasce il rimpianto.
Perché magari Pioli non rappresentava il futuro perfetto, ma garantiva continuità, risultati e soprattutto una mentalità competitiva. E nel calcio moderno non è poco.
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Molti tifosi volevano voltare pagina. È comprensibile. Le critiche nei confronti di Pioli erano reali e in parte anche giustificate. Ma forse il Milan e il suo ambiente non hanno compreso fino in fondo quanto fosse complicato mantenere il club ad alti livelli in una fase di transizione societaria e tecnica.
Ed è proprio qui il punto centrale: Pioli era davvero il problema oppure era una delle poche certezze del Milan?
Oggi quella domanda pesa più di qualche mese fa. Perché mentre il club vive l’ennesima rivoluzione tra dirigenti, allenatori e progetti incompleti, il ricordo di uno Scudetto e delle notti europee conquistate con continuità assume inevitabilmente un altro valore.
Forse Stefano Pioli non era l’allenatore perfetto. Ma forse, guardando il caos attuale, il Milan si sta rendendo conto che sostituire la stabilità è molto più difficile di quanto sembrasse.







































