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·12 de marzo de 2026
Tether Juventus: Ardoino il quarto più ricco d’Italia, Devasini supera Ferrero. A quanto ammontano i rispettivi patrimoni

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·12 de marzo de 2026

Il panorama della ricchezza mondiale sta subendo un cambio di paradigma senza precedenti, dove i bit sembrano pesare ormai più del cioccolato. Il sorpasso è servito, e i numeri raccontano una realtà che fino a pochi anni fa sarebbe apparsa come pura fantascienza finanziaria. Al centro di questa rivoluzione c’è Tether, la stablecoin più famosa al mondo, capace di trasformare il suo fondatore nel nuovo leader dei Paperoni italiani.
Come riferito da Tuttosport, Giancarlo Devasini, la mente dietro l’impero delle criptovalute, ha scalato le classifiche internazionali con una velocità disarmante. Secondo le ultime rilevazioni di Forbes, Devasini è diventato l’italiano più ricco al mondo, superando un’icona dell’industria tradizionale come Giovanni Ferrero. Con un patrimonio che ha toccato quota 89,3 miliardi di euro, il fondatore di Tether ha quasi doppiato il leader dell’impero dolciario, fermo a 48,8 miliardi.
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Questa scalata non è solo un fatto di prestigio personale, ma riflette l’enorme potere di fuoco di una società che oggi detiene circa il 12% delle quote della Juventus. Grazie alla solidità di Tether, l’azionista juventino è oggi la 22esima persona più ricca al mondo, superando giganti della finanza come Andrea Pignataro e il suo stesso CEO, Paolo Ardoino.
Nonostante la potenza economica mostrata, il rapporto tra il colosso cripto e il club bianconero rimane complesso. In passato, Tether ha provato a mostrarsi come alternativa credibile alla gestione attuale, stuzzicando la tifoseria social e provando a forzare la mano per un’acquisizione totale. Tuttavia, la proprietà torinese ha sempre risposto con la massima fermezza.
Dalle analisi emerse, appare chiaro che non c’è mai stata una porta aperta o anche solo socchiusa per la cessione della Juventus. La proposta avanzata dal gigante delle stablecoin è stata giudicata insufficiente e non in linea con i parametri della Famiglia, che valuta il club circa due miliardi di euro. Il tentativo di scalata sembra essersi scontrato con una realtà inamovibile: per quanto dorato, un muro rimane un muro e non un interlocutore.
La Juventus prosegue quindi il suo cammino di rinascita sportiva senza affidarsi totalmente al capitale delle criptovalute. Sebbene Tether rappresenti una forza finanziaria d’urto quasi ineguagliabile, la società bianconera punta a tornare grande seguendo logiche più tradizionali, dimostrando che, nel calcio come nella vita, certi sentimenti e certe eredità rimangono difficili da acquistare, persino con 89 miliardi in banca.
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