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·17 de junio de 2026
Tey vuole la Serie A ma c’è il “giallo” sugli stop ai finanziamenti: il punto in casa Sampdoria

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·17 de junio de 2026

Il futuro della Sampdoria si muove su un delicato filo teso tra investimenti faraonici e scadenze che non collimano. Come rivelato da un’accurata analisi de Il Secolo XIX sul bilancio 2025, chiuso con un rosso di 45,4 milioni di euro, emergono forti dubbi sulle reali tempistiche del piano di rilancio del magnate di Singapore Joseph Tey.
Joseph Tey ha garantito un impegno “irrevocabile” per la continuità aziendale, firmando una comfort letter richiesta dai sindaci Spinoso, Iachini e Rodari che assicura la copertura finanziaria per almeno 15 mesi, ovvero fino a marzo 2027. Tuttavia, questa data contrasta con l’obiettivo pubblico dello stesso patron: riportare il club in Serie A entro il 2028. I finanziamenti complessivi erogati da Tey dal 2024 hanno raggiunto la cifra monstre di 112,9 milioni di euro (più altri 20 milioni addizionali per la gestione corrente), ma lo scenario base ipotizza la promozione nel maggio 2027. Cosa succederà se l’obiettivo dovesse fallire?
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Sul fronte sportivo, le strategie del consulente Jesper Fredberg e del ds Americo Branco si scontrano con numeri complessi. Il primo colpo ufficiale è il riscatto dello sloveno Tjas Begic per 1,2 milioni di euro. Il bilancio evidenzia 11 milioni di crediti da incassare (tra cui le cessioni di Leoni al Parma e Audero al Como), ma anche debiti pendenti: oltre 1,3 milioni al Cosenza per Tutino e un milione al Barcellona per Pedrola. A far discutere sono soprattutto i 7,4 milioni di euro sborsati in commissioni agli agenti, una cifra spropositata per la categoria.
Con le scommesse dello scorso anno come lo spagnolo Narro già cedute e la scelta di non riscattare Daniele Montevago, la società si prepara a una rivoluzione da quindici nuovi innesti guidati dall’algoritmo. La priorità assoluta resta però la guida tecnica. Sfumate le piste low-cost, i nomi caldi per la panchina rimangono Fabio Pecchia e Davide Possanzini, anche se la dirigenza punta a una clamorosa sorpresa di “fama internazionale”.
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