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·12 de mayo de 2026

Torino, dubbi su D’Aversa e Baldini: futuro in bilico

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Torino, dubbi su D’Aversa e Baldini

La panchina granata resta un rebus

Il Torino esce dall’incubo retrocessione, ma il capitolo allenatori continua a essere uno dei più tormentati della storia recente granata. In due anni ben sei tecnici tra prima squadra e Primavera: un turnover che preoccupa società e tifosi, come riporta puntualmente l'edizione odierna di Tuttosport a firma Andrea Piva.

Roberto D’Aversa e Francesco Baldini sono arrivati entrambi a stagione in corso. Il primo ha sostituito Marco Baroni, il secondo ha preso il posto di Christian Fioratti sulla panchina della Primavera. Entrambi hanno centrato l’obiettivo minimo – la salvezza – ma nessuno dei due ha la certezza di continuare il proprio percorso con il Toro.


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Baldini e la salvezza Primavera: “Parlerò con Ludergnani e Cairo”

Ieri, dopo il netto 4-1 contro la Lazio che ha regalato la salvezza matematica alla formazione giovanile, Baldini ha parlato con grande onestà:

«Le prime persone con cui parlerò sono Ludergnani e Cairo. Penso di essere servito al Toro e anche viceversa. Vediamo cosa vorrà fare la società. Il mio obiettivo è allenare in Serie A e potrei raggiungerla anche attraverso la Primavera.»

Parole chiare che lasciano aperta ogni porta. Baldini si sente pronto per il salto tra i grandi e non lo nasconde. La dirigenza granata dovrà ora decidere se puntare sulla continuità o virare su un profilo diverso per il settore giovanile.

D’Aversa, invece, ha vissuto una stagione complicata sulla panchina della prima squadra. Subentrato in corsa, ha garantito la permanenza in Serie A ereditando una situazione tutt'altro che semplice, ma la società non sembra così convinta di puntare sul tecnico per le prossime stagioni.

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Il futuro della prima squadra: tra Cagliari, derby e nomi caldi

Mancano ancora due partite importanti: la trasferta di Cagliari e il derby contro la Juventus. E' lampante che se le due gare dovessero concludersi positivamente (soprattutto il derby) sarebbe quasi impossibile per il presidente Urbano Cairo e il direttore sportivo Gianluca Petrachi fare a meno di D'Aversa.

I nomi che circolano per la panchina del Torino 2026/27 sono sempre gli stessi:

  1. Daniele De Rossi: pista molto difficile. L’ex Roma dovrebbe restare al Genoa.
  2. Gennaro Gattuso: affascinante ma complesso. L’ex Milan non sembra totalmente convinto dell’avventura granata.
  3. Ivan Juric: l’ipotesi del ritorno del croato resta sempre viva, forte di un rapporto consolidato con l’ambiente.

Perché la stabilità è fondamentale per il Torino

Negli ultimi anni il Torino ha cambiato troppo spesso guida tecnica. Questo continuo turnover ha impedito di costruire un’identità di gioco chiara e di valorizzare al meglio la rosa a disposizione. I risultati si sono visti: stagioni concluse nella parte centrale (spesso in quella bassa) della classifica senza mai ambire a obiettivi superiori.

D’Aversa e Baldini hanno dato tutto per centrare la salvezza, ma il calcio moderno premia chi sa programmare con anticipo. La società granata è ora chiamata a una scelta coraggiosa: puntare sulla continuità o rivoluzionare ancora una volta? Giusto un anno fa la scelta di non confermare Paolo Vanoli e scegliere Marco Baroni non ha premiato.

Paolo Baldini ha dimostrato di saper gestire il gruppo e di avere idee chiare. Resta da capire se il club crederà in lui anche per la prossima stagione o se preferirà un tecnico di maggiore esperienza per la prima squadra.

Conclusioni: una decisione da non sbagliare

Il Torino ha l’occasione di voltare pagina e iniziare un ciclo più stabile. La salvezza è stata ottenuta, ma per crescere serve un progetto chiaro, con un allenatore che abbia tempo e fiducia per lavorare.

Che sia D’Aversa, Baldini, Juric o un altro nome, la priorità deve essere una sola: costruire continuità. I tifosi granata lo pretendono dopo anni di incertezze.

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