Udinese, Karlstrom: “Con Zaniolo l’Italia era ai Mondiali! Davis è come Gyökeres” | OneFootball

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·9 de abril de 2026

Udinese, Karlstrom: “Con Zaniolo l’Italia era ai Mondiali! Davis è come Gyökeres”

Imagen del artículo:Udinese, Karlstrom: “Con Zaniolo l’Italia era ai Mondiali! Davis è come Gyökeres”

Jesper Karlstrom, centrocampista svedese di proprietà dell’Udinese, ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport.

Karlstrom, lei gioca con la diffida dal 27 dicembre. Eppure è il secondo per minutaggio.


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“Sapevo di essere in queste posizioni, sono felice ma non è così importante. Non sarà facile resistere. Soprattutto col Milan”.

Contro Modric. 

“Troppo forte. Per me era l’esempio che guardavo nel Real, lo è ancora per tutti. Il Milan ha un bel centrocampo e una difesa attenta e organizzata”.

Ma voi con le big fate benissimo. Ne sanno qualcosa Inter, Napoli, Roma, Atalanta, Como. 

“Lo scorso anno non era così. Siamo cresciuti. Con le big mettiamo coraggio e la grinta giusta. Con le altre a volte manca un po’ di concentrazione”.

Il Milan deve stare attento.

“Recuperiamo Davis che è troppo forte. Guardi, io in nazionale gioco con Gyokeres, Isak, Elanga, campioni. Ma Davis non è affatto inferiore. Con Zaniolo forma davvero una bella coppia. Se Gattuso avesse fatto giocare Nicolò al playoff, al Mondiale ci sarebbe andata anche l’Italia. Vi serviva uno così”.

Invece lei sarà l’unico dell’Udinese sicuro di andarci e da protagonista.

“È stato bellissimo battere la Polonia e qualificarci. Abbiamo fatto festa tutta la notte, tanta birra, ma un po’ di tutto. Prima in hotel, poi in strada. È un buon gruppo. A novembre abbiamo cambiato ct e siamo tornati al modulo che ci è più congeniale. Sostanzialmente giochiamo con il 5-3-2. Siamo più stabili in difesa. Speriamo di recuperare Kulusevski, forte e utile”. 

Com’è Gyokeres?

“Per me un amico da quando ero ragazzino. Veniamo dallo stesso club di Stoccolma, il Brommapojkarna. Ha la testa, il fisico, la fiducia in se stesso”. 

Al Mondiale avete Tunisia, Olanda, Giappone.

“Un gruppo tosto. Ma è fondamentale la prima, con la Tunisia”. 

Sarà un periodo particolare per lei.

“Sì, durante il Mondiale diventerò papà di una femminuccia. Nascerà a Stoccolma”. ​ ​A Udine sta bene?  ​ “La città mi piace. Vivo a dieci minuti dal centro. Vorrei restare qui. Sono vicino a mare e montagna. Venezia, Austria, Slovenia, Croazia. E adoro Grado, la località in cui vado di più”. 

E la squadra? 

“Lavoriamo per arrivare a cinquanta punti. Dal 2014 l’Udinese ha fatto una volta quarantasette punti. Possiamo farcela. Il club lo merita”.

Kosta Runjaic, che l’ha voluta subito qui, cosa vi ha dato?

“Due anni positivi. Sono contento per la fiducia che mi ha dato. È un buon allenatore con aspettative alte. Ci spinge ogni giorno a fare meglio. Ha umorismo e parla tanto con noi”. 

E l’ha fatta capitano. 

“La Serie A mi piace in tutto. È una responsabilità che ho sempre accettato. Al Djurgarden e al Lech Poznan. Parlo in inglese. Chiedo ai compagni di avere rispetto e dare il 100%. Poi mi aiutano Kabasele e Padelli. È lui il boss. Il cassiere delle multe…”.

Invece lei sarà l’unico dell’Udinese sicuro di andarci e da protagonista.

“È stato bellissimo battere la Polonia e qualificarci. Abbiamo fatto festa tutta la notte, tanta birra, ma un po’ di tutto. Prima in hotel, poi in strada. È un buon gruppo. A novembre abbiamo cambiato ct e siamo tornati al modulo che ci è più congeniale. Sostanzialmente giochiamo con il 5-3-2. Siamo più stabili in difesa. Speriamo di recuperare Kulusevski, forte e utile”.

Com’è Gyokeres?

“Per me un amico da quando ero ragazzino. Veniamo dallo stesso club di Stoccolma, il Brommapojkarna. Ha la testa, il fisico, la fiducia in se stesso”.

Al Mondiale avete Tunisia, Olanda, Giappone.

“Un gruppo tosto. Ma è fondamentale la prima, con la Tunisia”.

Sarà un periodo particolare per lei.

“Sì, durante il Mondiale diventerò papà di una femminuccia. Nascerà a Stoccolma”. ​ ​A Udine sta bene?  ​ “La città mi piace. Vivo a dieci minuti dal centro. Vorrei restare qui. Sono vicino a mare e montagna. Venezia, Austria, Slovenia, Croazia. E adoro Grado, la località in cui vado di più”.

E la squadra? 

“Lavoriamo per arrivare a cinquanta punti. Dal 2014 l’Udinese ha fatto una volta quarantasette punti. Possiamo farcela. Il club lo merita”.

Kosta Runjaic, che l’ha voluta subito qui, cosa vi ha dato?

“Due anni positivi. Sono contento per la fiducia che mi ha dato. È un buon allenatore con aspettative alte. Ci spinge ogni giorno a fare meglio. Ha umorismo e parla tanto con noi”.

E l’ha fatta capitano. 

“La Serie A mi piace in tutto. È una responsabilità che ho sempre accettato. Al Djurgarden e al Lech Poznan. Parlo in inglese. Chiedo ai compagni di avere rispetto e dare il 100%. Poi mi aiutano Kabasele e Padelli. È lui il boss. Il cassiere delle multe…”.

Lei gioca col diabete di tipo 1. Si è parlato a lungo del suo problema. Come va?

“Guardi qui. Questo sensore mi aiuta. Ormai sono abituato, ma non è facile. Ci devo pensare ogni giorno. Lo sport aiuta molto. E ringrazio i medici Fabio Tenore e Andrea Kleiner, oltre alla società. Posso mangiare tutto, anche i dolci, ma senza esagerare. E mi piace parlarne ai ragazzi, essere un esempio per loro”.

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