Juventusnews24
·4 de enero de 2026
Vaciago perentorio: «Scudetto con David e Openda una fantasia, ma non solo quello»

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Il pareggio interno contro il Lecce ha lasciato un retrogusto amaro in casa Juventus, scatenando riflessioni profonde sulla reale consistenza delle ambizioni stagionali della squadra di Luciano Spalletti. Nonostante un volume di gioco imponente e una quantità industriale di occasioni prodotte, i bianconeri non sono andati oltre l’1-1, palesando limiti realizzativi che iniziano a preoccupare seriamente l’ambiente.
Sulle colonne di Tuttosport, il direttore Guido Vaciago ha analizzato il momento critico della Vecchia Signora, mettendo nel mirino la gestione del reparto offensivo e il rendimento dei singoli. L’analisi del giornalista parte da una concessione sulla qualità del gioco espresso, per poi virare su una critica severa all’efficacia sottoporta:
«È vero, se la Juve continuasse a giocare come ieri sera, potrebbe vincerne tante. Ed è anche vero che una partita storta può capitare a qualsiasi attaccante, così come tutti possono sbagliare un rigore. Ma sono mesi che le prestazioni di David e Openda non sono proprio dritte. E l’insensato rigore del canadese e il grossolano errore del belga nel finale costano due punti pesanti alla Juventus avendo causato (insieme alla leggerezza difensiva di Cambiaso) un risultato assurdo».
Vaciago solleva una questione che va oltre la semplice sfortuna del momento, puntando il dito su quello che definisce un vero e proprio limite nella costruzione della rosa. Il bilancio tra l’investimento economico e il ritorno in termini di gol è, al momento, impietoso:
«Se c’è un’indubbia componente di sfortuna, questa si mescola a un problema strutturale di questa Juve, che per i due attaccanti spende 20 milioni lordi di ingaggi e ha speso 55 milioni di commissioni e cartellino». Il giornalista preannuncia che sarà decisamente «avventurooso» provare a vincere il campionato, «o anche solo andare in Champions con due attaccanti che in campionato hanno segnato un gol a testa».
La scarsa vena realizzativa di Jonathan David e Loïs Openda, costati cifre iperboliche tra cartellini e commissioni, rischia di compromettere gli obiettivi minimi prefissati dalla società. Con un solo gol a testa nel girone d’andata, la rincorsa allo scudetto e la stessa qualificazione alla prossima Champions League diventano traguardi estremamente complessi da raggiungere senza un’immediata inversione di tendenza.
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