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·3 de abril de 2026
Valeri svela: “La Lazio era tutto ciò che desideravo. Il 26 maggio 2013 ero allo stadio. Sulla contestazione…”

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Emanuele Valeri si è raccontato ai taccuini del Corriere dello Sport in una lunga intervista tra passato e presente. L’esterno del Parma, noto tifoso laziale, ha ripercorso alcune tappe della sua carriera: dal rifiuto ricevuto dalla Lazio, ai ricordo da tifoso, fino al suo percorso attuale con la maglia dei ducali.
Per me è la partita più emozionante della stagione, quella che aspetto ogni anno e vorrei giocare sempre. Io lì dentro ci sono cresciuto, con mio padre da piccolo andavo a vedere tutte le partite allo stadio e tutt’ora la seguo.
Avrò avuto nove anni e per un bambino era la cosa più bella del mondo. Quando ti ritrovavi sotto la curva… ti sentivi parte di una cosa sola, che potevi dare veramente una mano ai giocatori.
Ne sono passati tantissimi in quegli anni, non solo della Lazio, ma ricordo in particolare Klose. Lui era un idolo, mi sembrava un supereroe. Tutti volevano essere al suo posto. Se mi sarei immaginato che un giorno ci sarei stato? Certo, ma me lo immagino ancora.
Gianluca lo ricordo un po’ di più, era già alto da bambino e lo misero subito con noi ‘98. Poi l’anno dopo andò alla Roma. Davide invece era rimasto con i ‘99, ma comunque si vedeva già da ragazzini che erano molto forti e avrebbero fatto strada.
Non mi riconfermarono. È stata una bella batosta per me che ero anche tifoso: era tutto quello che desideravo. Ma ho ricominciato da zero.
Adesso faccio vedere la forza ma è stata tosta. Poi tante cose si sono allineate e sono stato anche fortunato. Dopo quel no per me era finita lì, sono andato in Eccellenza solo perché volevo divertirmi ma pensavo che prima o poi avrei dovuto trovarmi un lavoro. Ma alla fine torna tutto. Il motto della Lazio è “Non mollare mai” e io non ho mollato.
Eh, il derby in finale di Coppa Italia, indimenticabile. Ero allo stadio: lì ti senti parte di qualcosa che va oltre, non è una roba normale. Non ci sono partite che tengano, quel trofeo è storico. Anche se comunque il derby lo vuoi vincere sempre....
Noi calciatori pensiamo solo a giocare, le contestazioni le lasciamo ai tifosi che hanno le loro ragioni. Poi è chiaro, domani mi dispiacerà giocare in uno stadio che non sarà pieno. La prima volta che sono stato con la Cremonese c’erano settantamila persone, fa piacere sentire l’amore dei tifosi ma rispetto le loro decisioni.
Prima o poi, direi di sì, perché comunque è casa mia. Ma ora penso solo al Parma.









































