Xavi dice no al Milan: anche lui rifiuta! Il club rossonero non è più appetibile, perché? | OneFootball

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·29 de mayo de 2026

Xavi dice no al Milan: anche lui rifiuta! Il club rossonero non è più appetibile, perché?

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Xavi dice no al Milan: lo spagnolo ha rifiutato la proposta di Cardinale e Ibrahimovic! Ecco i motivi. Segui gli aggiornamenti

Xavi dice no al Milan: altro rifiuto per i rossoneri. La ricerca del nuovo allenatore si sta rivelando, quindi, molto complicata per il duo composto dal proprietario di RedBird Gerry Cardinale e dal consulente senior Zlatan Ibrahimovic. Come rivelato da Matteo Moretto, i vertici milanisti hanno incassato due rifiuti pesantissimi nel giro di poche ore.

Il primo no era arrivato da Andoni Iraola nelle scorse ore e adesso si aggiunge anche il secco rifiuto di Xavi Hernandez, l’iconico ex centrocampista e allenatore spagnolo, vincente in Liga con il Barcellona e attualmente fermo da due anni. Secondo la ricostruzione di Moretto, l’ex regista blaugrana ha rifiutato la proposta di Cardinale e Ibrahimovic perché ha ben altre priorità per la sua carriera. L’obiettivo principale del catalano è infatti quello di guidare una prestigiosa selezione nazionale subito dopo la fine del prossimo campionato Mondiale.


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Perché il Milan non è appetibile?

Il mondo Milan, quello storico e glorioso in tutto il mondo, è da mettere da parte. Lo dicono i numeri ma lo dicono anche i fatti delle ultimissime ore. Prima Iraola e ora Xavi: due secchi ‘no’ da due giovani allenatori per cui il club rossonero dovrebbe rappresentare il palco più maestoso raggiungibile (esagerando).

Il Milan non è più quello di un tempo, ormai da anni, ma aveva sempre mantenuto la propria appetibilità. Adesso anche quella è andata perdendosi. La nuova proprietà nelle ultime tre stagioni ha dimostrato incompetenza sotto tutti gli aspetti gestionali: scelta dei dirigenti, scelta degli allenatori, rapporto con i tifosi. Solo per elencarne alcune. Iraola,, Xavi o chi di turno, cercano progetti solidi, validi e ambiziosi, in cui sia possibile poter lavorare in prospettiva. Magari non per vincere oggi, ma per diventare grandi domani. Potrà sembrare una ripetizione costante in queste settimane, ma basterebbe osservare il percorso del Como con Cesc Fabregas. Il Milan probabilmente, essendo il Milan, non può permettersi quest’ampia libertà: è vero. Ma da un punto di partenza di dovrà cominciare e questi rifiuti un tempo non si sarebbero potuti nemmeno immaginare.

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