Zamorano: «La Uefa del 1998 non si cancella, quella squadra ha vinto molto meno di quello che meritava» | OneFootball

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·15 de mayo de 2026

Zamorano: «La Uefa del 1998 non si cancella, quella squadra ha vinto molto meno di quello che meritava»

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Zamorano sicuro: «La Uefa del 1998 non si cancella, quella squadra ha vinto molto meno di quello che meritava». Le sue parole

Felice per il Double conquistato dall’Inter tra Serie A e Coppa Italia, Ivan Zamorano ha raccontato alla Gazzetta dello Sport le sue sensazioni sul momento nerazzurro. L’ex attaccante cileno, simbolo indimenticato della Milano interista, ha ripercorso alcuni passaggi iconici della sua carriera, intrecciandoli con l’attualità della squadra guidata da Cristian Chivu.


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DOPLETE E REGOLARITÀ – «La Uefa del 1998 non si cancella, quella squadra ha vinto molto meno di quello che meritava, ma anche questa è una bella coppetta da festeggiare, soprattutto visto che si aggiunge a un grande scudetto. In questo momento storico, l’Inter riesce a dominare tutti senza particolari problemi e sono sicuro che sarà così anche in futuro».

NUOVO CICLO – «In realtà, il ciclo non è mai finito: da anni questo club è davanti agli altri per organizzazione interna, qualità dei giocatori e anche degli allenatori, che si sono succeduti senza che la squadra perdesse valore. Questi due trofei, poi, sono davvero importanti perché ti lasciano in bocca una sensazione di giustizia. Ecco, giustizia è fatta, visto che nessuno meritava la fine della passata stagione. Cosa mi ha convinto? La regolarità, sia in campionato sia in Coppa Italia. Peccato solo per quanto successo in Champions contro il Bodo, perché tutti ci aspettavamo altro. La squadra, poi, gioca particolarmente bene, ha uno stile moderno, segna valanghe di gol in tutti i modi possibili e sa sfruttare benissimo le palle inattive: i calci d’angolo sono una sentenza».

ZANETTI E FUTURO – «Cosa dice Zanetti? A Pupi interessa che la squadra della sua vita resti lassù, dove merita. Ma avere un argentino nel ruolo di capitano è ovviamente un orgoglio, anche perché lui stesso è stato decisivo nell’acquisto di Lautaro nel 2018. Fa un mestiere diverso, deve segnare e lo fa bene, ma questo ragazzo è proprio l’erede di Zanetti per serietà, cuore e impegno. Mercato? C’è sempre la possibilità di continuare a crescere, di trovare un giocatore utile, diverso. Però credo che la cosa principale sia rimanere concentrati nei momenti chiave: contro il Bodo c’è stato un eccesso di fiducia e questo si paga».

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