Zazzaroni: «Italian floppone in Europa, l’unica eccezione è l’Inter di Inzaghi…» | OneFootball

Zazzaroni: «Italian floppone in Europa, l’unica eccezione è l’Inter di Inzaghi…» | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Juventusnews24

Juventusnews24

·12 de marzo de 2026

Zazzaroni: «Italian floppone in Europa, l’unica eccezione è l’Inter di Inzaghi…»

Imagen del artículo:Zazzaroni: «Italian floppone in Europa, l’unica eccezione è l’Inter di Inzaghi…»

Zazzaroni: «Flop Italia in Europa, l’unica eccezione è l’Inter di Inzaghi…». Il commento del direttore del Corriere dello Sport sulla crisi del calcio italiano

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, scrive del fallimento dei club italiani in Europa.

Questo il suo pensiero: «Finalmente una buona notizia dopo i 6 gol presi dall’Atalanta col Bayern, gli 8 dalla Juve col Galatasaray, i 5 dall’Inter col Bodø e i 6 dal Napoli col Psv, e in tutto fanno 25. Finalmente una buona notizia, dicevo: ai quarti di finale dell’Europa League porteremo sicuramente un’italiana (…). Temo peraltro che sarà l’unica superstite del nostro campionato poiché la Fiorentina non sembra intenzionata a trascurare la salvezza per una Conference qualsiasi.


OneFootball Videos


L’italian floppone non può più sorprendere: siamo pur sempre quelli che hanno saltato due edizioni di fila dei Mondiali e a fine mese rischiano di realizzare il triplete della vergogna.  L’eccezione, in Champions, è stata l’Inter di Inzaghi che nelle ultime tre stagioni s’è guadagnata due finali, l’ultima volta prendendone 5 dal Psg: noi le cose le facciamo perbene o non le facciamo affatto. 

C’è chi sostiene che la colpa sia di quelli che raccontano male il calcio, i maledetti giornalisti sostenitori della difesa-e-contropiede, gli amici della storia e nemici della modernità: di calcio possono parlare tutti, perfino gli ex calciatori.  

La verità è purtroppo un’altra: avendo finito da tempo i denari, ci siamo rifugiati nelle idee (non tutti). Ma le idee fanno pochi gol. Siamo stesi come dei manifesti. E senza i milioni non si comprano i campioni stranieri, senza i campioni stranieri non si vincono le coppe, senza la programmazione non si formano i talenti italiani, senza una passione morattiana, o berlusconiana, i proprietari non investono nella qualità: oggi quando se ne ritrovano un po’ in casa la rivendono a caro prezzo». 

Ver detalles de la publicación