Inter News 24
·16 janvier 2026
Adani premia il carattere dell’Inter: «Va bene se fatica e vince. Succede solo tre o quattro volte l’anno…»

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L’Inter di Cristian Chivu continua a viaggiare a ritmi altissimi. Durante l’ultima puntata di Viva El Futbol, Lele Adani ha analizzato il successo sofferto ma fondamentale contro il Lecce, sottolineando come i nerazzurri abbiano ottenuto ben 15 vittorie su 20 partite. Si tratta di una marcia impressionante, vicina solo a quella dell’anno dello scudetto di Inzaghi. Adani, presente allo stadio, ha evidenziato come la pressione offensiva fosse tale da rendere il gol inevitabile: «Vedendo tante situazioni nell’area del Lecce nel primo tempo, mi è venuto da dire che nel secondo una sarebbe andata dentro».
Il commentatore ha posto l’accento sulla profondità della rosa nerazzurra e sull’impatto devastante dei cambi. L’ingresso di Pio Esposito è stato giudicato determinante per cambiare l’inerzia del match. Secondo Adani, la forza dell’Inter risiede proprio nella qualità delle alternative a disposizione, paragonando la situazione ad altri top club europei: «Hojlund è uno, l’Inter ne ha quattro». Questa abbondanza permette a Chivu di gestire i momenti di stanca della partita con innesti di assoluto valore come Dimarco, Lautaro e Frattesi.
Il punto focale della riflessione di Adani riguarda però la leadership dell’allenatore rumeno, capace di prendere decisioni forti senza guardare in faccia a nessuno. Il tecnico è stato lodato per la sua sincerità e per il modo diretto di comunicare: «Chivu allena e parla, va fuori non a fare il ruffiano. Controbatte. Comunica alla gente». Questa trasparenza, secondo l’ex difensore, è il segreto del legame che si è creato tra l’allenatore e lo spogliatoio.
Adani ha poi citato esempi concreti della gestione autoritaria ma corretta di Chivu, come la sostituzione di Barella o il rilancio di Frattesi, nonostante le voci di mercato che lo circondavano. La coerenza del mister è l’arma in più di questa Inter centrata che ha intrapreso una strada seria. Il commento finale è un manifesto della stima verso il tecnico: «Ha in mano la squadra e senza fare il furbo. E per questo è giusto abbia vinto, anche faticando». Il percorso verso il titolo passa inevitabilmente da questa solidità mentale e carismatica.
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