Ancelotti consiglia: «Il calcio italiano ritrovi la mentalità difensiva, c’è una differenza fondamentale tra la Serie A e le big della Champions» | OneFootball

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Calcionews24

·17 avril 2026

Ancelotti consiglia: «Il calcio italiano ritrovi la mentalità difensiva, c’è una differenza fondamentale tra la Serie A e le big della Champions»

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Il commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti, ha detto la sua sulla differenza di livello tra le squadre della Serie A e quelle della Champions League

Carlo Ancelotti, intervistato da Il Giornale, analizza la Champions League di quest’anno, sottolineando l’equilibrio tra attacco e difesa. Per il commissario tecnico del Brasile, la Serie A ha perso intensità e solidità difensiva. Manca anche il talento, con i grandi calciatori stranieri che non vengono più in Italia. La soluzione? Recuperare la mentalità difensiva che ha contraddistinto il calcio italiano.


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LA CHAMPIONS DI QUEST’ANNO? – «Ho visto partite con molti goal, Atletico Madrid-Barcellona e Bayern-Real Madrid hanno offerto momenti esaltanti per i tifosi. Ma troppi goal significa anche troppi errori, dei portieri, dei difensori. La cosiddetta pressione alta, l’uomo contro uomo comporta rischi continui e così il risultato cambia da un momento all’altro. Anche la ricerca della costruzione dal basso deve essere perfetta altrimenti paghi immediatamente la più piccola delle distrazioni».

UN ABISSO TRA LA CHAMPIONS LEAGUE E LA SERIE A – «La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell’intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita. Il calcio italiano ha perso proprio questo. E poi ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell’aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre».

MANCANO ANCHE I TALENTI – «I grandi calciatori stranieri non vengono più in Italia, all’estero, tra corposi diritti televisivi e investitori potenti, si è formato un mercato più attraente. Dunque in serie A non ci sono più le eccellenze di riferimento internazionale come Falcao, Maradona, Platini, Krol, Rummenigge, Ronaldo, Ronaldinho e tutti gli altri di un’epoca lontana. I giovani italiani da chi imparano?».

MENTALITA’ DIFENSIVA – «Per quanto riguarda il calcio italiano o recuperiamo i difensori, o meglio la mentalità difensiva che ci ha garantito vittorie di club e nazionale, o continueremo a soffrire, perché il calcio è sì segnare un goal più degli altri ma anche prenderne uno in meno. Non è una battuta banale».

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