Andreazzoli, il 26 maggio resta una ferita aperta: «Non l’ho mai rivista, troppo doloroso!» | OneFootball

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·18 juin 2026

Andreazzoli, il 26 maggio resta una ferita aperta: «Non l’ho mai rivista, troppo doloroso!»

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Aurelio Andreazzoli, ex collaboratore tecnico della Roma, torna sulla finale di Coppa Italia persa contro la Lazio: il ricordo del derby del 2013

Aurelio Andreazzoli è tornato a parlare della sua esperienza sulla panchina della Roma, soffermandosi in particolare su una delle pagine più dolorose della recente storia giallorossa: la finale di Coppa Italia del 26 maggio 2013, persa nel derby contro la Lazio. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il tecnico toscano ha riaperto un capitolo che, ancora oggi, conserva un peso enorme nella memoria dei tifosi romanisti.


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Quella partita non fu una finale qualsiasi. Era un derby, si giocava a Roma e metteva in palio un trofeo contro la rivale di sempre. Per questo motivo, il risultato ha lasciato una traccia profonda non solo nell’ambiente giallorosso, ma anche nella carriera dello stesso Andreazzoli, che ha raccontato quanto quella sconfitta sia rimasta difficile da metabolizzare.

Il tecnico ha spiegato quanto sarebbe stata importante una vittoria in una gara di quel tipo. Il valore sportivo della finale si sommava infatti a quello emotivo, in una sfida capace di segnare un’intera stagione e, per certi versi, anche il rapporto tra squadra, allenatore e tifosi. Le sue parole:

«Una vittoria di quel tipo, in un derby giocato a Roma, sarebbe stata qualcosa di enorme. Allo stesso modo, era impossibile che una sconfitta così non avesse conseguenze. La ferita non si è mai chiusa. Non ho mai rivisto quella partita, perché sarebbe stato troppo doloroso. È stata una gara giocata male da entrambe le squadre, persa per un episodio. Un altro episodio ci è venuto contro e quindi l’abbiamo persa. Il calcio è anche questo».

Il ricordo del 26 maggio 2013 continua dunque a occupare un posto particolare nella storia recente della Roma. Le parole di Aurelio Andreazzoli confermano quanto quella sconfitta sia stata molto più di un semplice risultato negativo: fu un passaggio emotivo, tecnico e ambientale che lasciò conseguenze pesanti.

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