đŸŽ™ïž Avellino, Iannarilli: "Gol? Mi sono preso la responsabilitĂ . Giaccherini fondamentale prima dell'operazione" | OneFootball

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·16 avril 2026

đŸŽ™ïž Avellino, Iannarilli: "Gol? Mi sono preso la responsabilitĂ . Giaccherini fondamentale prima dell'operazione"

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Antony Iannarilli, portiere dell'Avellino reduce dal gol contro il Catanzaro che ha regalato ai suoi un punto importante, si Ăš raccontato. Riprendiamo le sue parole da Tuttosport.

Il ritorno in campo con l'Avellino

Ritorno - “Non avrei mai immaginato un ritorno così. Sono sempre stato abituato ad essere protagonista, ma faccio parte di un gruppo di 30 persone e tutti dobbiamo dare il massimo ogni giorno. Le scelte poi spettano sempre all'allenatore, e noi dobbiamo accettarle e continuare a lavorare”.


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Gol e paragoni - “Per me Ăš un grande orgoglio. Sono cose che ho sempre seguito con interesse e ora farne parte Ăš speciale. È un gol che arriva in un momento importante, in una partita che non meritavamo di perdere. Per quello che abbiamo creato, sarebbe stato ingiusto uscire sconfitti. Sono felice perchĂ© ho dato una mano alla squadra ad avvicinarsi al traguardo".

Scelta - “Mi sono preso una responsabilità, ma fa parte del mio ruolo e della mia esperienza. La fiducia con l'allenatore ù sempre stata presente, anche quando ho giocato poco, mi ha sempre fatto sentire parte del gruppo”.

Iannarilli sulle difficoltĂ  riscontrate

Operazione - Ho dovuto guadagnarmi tutto, dalla Serie D fino alla B, con lavoro e sacrificio. Prima dell'operazione ho pianto molto, non sapevo se sarei tornato a giocare. Poi ho ricevuto la telefonata di Giaccherini, che aveva vissuto la stessa situazione, e li ho trovato una grande spinta. Mi sono detto che se lui era riuscito a tornare in A, allora potevo farcela anche io".

Ruolo - “Credo che portiere ci si nasca: fin da piccolo ho sempre giocato in porta, buttandomi ovunque senza paura, ù sempre stata una cosa che mi rendeva felice. È un ruolo che devi sentire dentro: ù bellissimo anche se complicato”.

Famiglia - "Quando succedono queste cose, il primo pensiero va alla mia compagna Francesca e mio figlio Loris che mi hanno sempre sostenuto, anche nei mesi piĂč difficili, strappandomi un sorriso. Mio figlio ha 4 anni e ora dice "gol, papĂ  fa gol", , ma sto cercando di spiegargli che non Ăš una cosa normale. Col tempo capirĂ  che il portiere deve prima parare e solo in casi eccezionali puĂČ segnare".

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