Milannews24
·7 mai 2026
Bartesaghi tra sogno e realtà: «Al Milan devo dare molto di più»

In partnership with
Yahoo sportsMilannews24
·7 mai 2026

Il percorso di crescita di Davide Bartesaghi continua a tingersi di rossonero, in una stagione che ha segnato il suo definitivo passaggio tra i “grandi”. Nel corso del quinto episodio di Off The Pitch, trasmesso su FanFest, il giovane difensore ha avuto l’opportunità di confrontarsi con un mito della fascia sinistra come Serginho. Passeggiando tra i cimeli del Museo Mondo Milan in via Aldo Rossi, Bartesaghi ha mostrato grande umiltà e consapevolezza del peso della maglia che indossa, specialmente sotto la gestione di Massimiliano Allegri, che lo ha inserito stabilmente nelle rotazioni della prima squadra.
Il legame con i colori milanisti per Bartesaghi va ben oltre l’aspetto professionale: «Il Milan è una passione: la gente, la maglia e la storia del club si descrivono da soli. Dalle giovanili alla prima squadra è un’emozione incredibile: era il mio più grande sogno». Il passaggio dal settore giovanile al palcoscenico della Serie A rappresenta il coronamento di un lungo viaggio, ma il terzino sa che il difficile arriva adesso e che la concorrenza nel reparto, che vanta nomi di spessore internazionale, richiede un impegno costante.
Nonostante la soddisfazione per l’esordio e le presenze accumulate, il giovane calciatore non si accontenta e punta a migliorare il proprio rendimento per scalare le gerarchie tecniche: «Devo continuare su questa strada, anzi devo dare molto di più di quello che ho dato questa stagione». Queste parole testimoniano la mentalità di un giocatore che non vuole essere una semplice comparsa, ma ambisce a diventare un punto fermo del Milan del futuro.
L’incontro con una leggenda come Serginho, che ha scritto pagine gloriose della storia del club, è servito da ulteriore stimolo per Bartesaghi. Confrontarsi con chi ha vinto tutto in Europa permette di comprendere l’importanza della continuità e della dedizione necessarie per restare ad alti livelli. In un’annata caratterizzata da alti e bassi per la squadra, la crescita di giovani talenti italiani resta uno dei pochi punti fermi da cui ripartire per ricostruire un ciclo vincente.







































