Calcio e Finanza
·5 février 2026
Betsson, nel 2025 ricavi a 1,2 miliardi e utile di 180 milioni per lo sponsor dell'Inter

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·5 février 2026

Betsson, società attiva nel mondo delle scommesse online, ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi per 1.197 milioni di euro, in aumento dell’8% rispetto all’esercizio precedente. L’utile netto – come annunciato dal gruppo in un comunicato sull’esercizio chiuso lo scorso 31 dicembre – è in leggero calo a 182,4 milioni di euro (contro i 183,7 milioni di euro del 2024) e l’utile per azione è pari a 1,29 euro.
Betsson è attiva nel mondo dello sport, ed è sbarcata in Serie A nella stagione 2024/25 come sponsor di maglia dell’Inter con il brand betsson.sport. Un’intesa che nel primo anno ha portato nelle casse nerazzurre oltre 27 milioni di euro, e che è andata a sostituire quella con Paramount+, che a sua volta aveva preso il posto dell’inadempiente Digitalbits.
«Nel quarto trimestre del 2025 abbiamo registrato un andamento positivo dell’attività dei clienti, con un numero di giocatori attivi in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono stati pari a 304 (307) milioni di euro e il reddito operativo a 53 (70) milioni di euro», ha commentato il CEO Pontus Lindwall a proposito dei risultati dell’ultimo trimestre.
«A livello geografico, abbiamo osservato una crescita continua e solida nell’Europa occidentale e in America Latina, mentre si è verificato un rallentamento nella regione nordica e nell’area CEECA. I ricavi B2C hanno continuato ad aumentare, grazie a investimenti efficaci in prodotto e marketing, mentre i ricavi B2B sono risultati inferiori rispetto al periodo di confronto dell’anno scorso. Il calo è stato dovuto principalmente al fatto che uno dei clienti B2B di Betsson ha registrato ricavi più bassi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Complessivamente, i ricavi del Gruppo sono diminuiti dell’1% nel trimestre», ha aggiunto.
Parlando dei numeri, Lindwall ha spiegato che «la quota di ricavi provenienti da mercati regolamentati a livello locale ha continuato a crescere, raggiungendo un massimo storico del 68 (60)%, con un conseguente aumento delle imposte sul gioco. Abbiamo proseguito gli investimenti nell’organizzazione di prodotto e tecnologia per rafforzare l’esperienza del cliente e la nostra competitività di lungo periodo, con un conseguente incremento dei costi del personale. Le maggiori imposte sul gioco e l’aumento dei costi del personale hanno avuto un impatto negativo sulla redditività e sul risultato operativo nel corso del trimestre. Nonostante la minore redditività, Betsson rimane solida dal punto di vista operativo, con un’offerta di prodotto competitiva, una notorietà del marchio in crescita e tecnologie all’avanguardia».
E ancora: «A novembre abbiamo rifinanziato con successo il bond 2023/2026 emettendo un nuovo prestito obbligazionario senior unsecured della durata di quattro anni per 75 milioni di euro. L’operazione è stata conclusa con uno spread creditizio di 275 punti base sopra l’EURIBOR – il più basso mai ottenuto da Betsson – segnando un miglioramento significativo rispetto alla precedente obbligazione. La nostra solida posizione finanziaria ci offre buone condizioni per investire in una crescita redditizia e sostenibile nel lungo periodo e per generare rendimenti per gli azionisti. Nel corso del trimestre, il Consiglio di amministrazione ha avviato un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore di 40 milioni di euro, ed è stato proposto un dividendo ordinario di 0,66 (0,657) euro per azione per il 2025».
«Guardando al futuro, entriamo nel 2026 con una serie di iniziative che creano condizioni favorevoli alla crescita. Attendiamo inoltre con grande interesse la Coppa del Mondo FIFA, dove un numero record di partite e di nazioni partecipanti offrirà interessanti opportunità di scommessa e di acquisizione di nuovi clienti. Gli investimenti realizzati negli ultimi anni, così come la nostra pipeline di progetti per il 2026, sostengono la nostra ambizione di continuare a generare valore per gli azionisti nel lungo periodo», ha concluso Lindwall.








































