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·7 mai 2026
Biglia: "Ho amato davvero la maglia della Lazio ma sono passato da traditore..."

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·7 mai 2026

Lucas Biglia, ex centrocampista del club biancoceleste, ha rilasciato una lunga intervista a Gianluca Di Marzio, durante la quale ha ripercorso il momento del suo addio alla Lazio
Il calcio è vita. È stato un sogno da raggiungere, emozioni da vivere. Dal campo sono passato alla panchina. Ora, dopo i mesi all'Anderlecht, voglio iniziare la mia carriera da primo allenatore. Il mio non è stato un viaggio facile. Ho conosciuto le ombre e il peso del malessere e della sofferenza. Ho convissuto con responsabilità e ferite. Ma mi hanno reso l'uomo che sono oggi. Mia moglie e i miei figli mi hanno salvato. Allegra, Alessio e Agata sono nati in tre momemti complicati della mia vita. Mi hanno dato la forza per andare avanti e rimanere in piedi. La mia vita è cambiata quando papà se n'è andato. Quando è morto, per me nulla aveva più senso. Ho cercato di prendermi cura degli altri, non pensando a me: dentro, però, mi stavo distruggendo. Quella fiamma la porto nella mia carriera da allenatore. Cerco una squadra che mi dia fiducia e crea nelle mie idee. Il mio viaggio con il calcio continua. C’è una nuova pagina da scrivere. Alla Lazio ho passato i miei anni migliori. La finale Mondiale persa è un rimpianto. Al calcio non ho mai detto addio, è stato lui a dirlo a me. Avevo ancora la fiamma accesa.
Ho amato veramente questa maglia. Alla Lazio gli anni più belli della mia vita. Mi avevano promesso un rinnovo, la mia famiglia stava bene. Non aveva senso cambiare Mi è costato tanto. Mi sono trovato costretto a cambiare. Non ne ero sicuro, ma non avevo altra scelta. Non ne ho mai parlato, ho preferito il silenzio. Anche a costo di farmi del male. Perché da fuori nessuno conosceva la realtà dei fatti. Da fuori Biglia sembrava un traditore. Ed essere trattato come tale, ricevere fischi e critichi dai tifosi ai quali avevo sempre dato tutto, mi ha ferito. Ed è forse per questo che in città non ci sono mai più tornato. Il dolore sarebbe forse ancora troppo grande.
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