Inter News 24
·16 mars 2026
Bisseck a tutto tondo: «Essere all’Inter è un sogno ed è il posto giusto per me. Vi racconto un aneddoto sul mio arrivo e Simone Inzaghi…»

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LE TOP NEWS DI OGGI SULL’INTER (IN AUDIO)
In una lunga e dettagliata intervista rilasciata al prestigioso quotidiano tedesco Kicker, Yann Bisseck ha analizzato il suo momento magico con la maglia dell’Inter. Il centrale, diventato ormai una certezza nello scacchiere di Cristian Chivu, ha parlato con grande maturità del suo percorso di crescita e dei traguardi che intende raggiungere, sia con il club che con la propria nazionale. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
Sul ruolo da difensore e la sua versatilità: «Un certo grado di adattabilità non guasta. Ne trai beneficio e cresci come giocatore. Ho imparato molto nell’ultimo anno e mezzo, sia a livello personale che tattico. Con Nagelsmann i contatti non si sono interrotti. Lavoro ogni giorno per diventare il miglior calciatore possibile. La mia altezza? Può rappresentare una certa minaccia sui calci piazzati. Il mio compito principale, però, è quello di non subire gol, ma segnarne uno ogni tanto non guasta».
Sulla vita a Milano: «Per un calciatore, ma anche per una persona, è una delle città più belle in cui si possa vivere. Giocare settimana dopo settimana a San Siro è una sensazione incredibilmente bella. I tifosi, qualunque cosa accada, sono sempre al nostro fianco. È sempre un grande piacere scendere in campo lì».
Sul suo arrivo all’Inter: «Col senno di poi è facile parlare, dopo essere arrivato qui. Nello sport certi alti e bassi purtroppo fanno probabilmente parte del gioco. Naturalmente avrei desiderato che la strada verso il successo fosse stata più lineare, ma tutte le fasi negative, con tutti gli infortuni, mi hanno reso il giocatore che sono oggi. Fortunatamente ho sempre avuto, grazie alla mia famiglia e ai miei amici, un ambiente che mi ha sostenuto e rafforzato. Questo è un aspetto che non si deve sottovalutare. Sicuramente questo percorso non è stato il più facile, ma col senno di poi ha portato con sé molti vantaggi. Credo che ormai ci siano poche cose che possano davvero farmi arretrare. Tutto questo mi ha reso mentalmente molto più forte».
Sul suo ambientamento: «È stato subito dopo l’Europeo Under 21 in Georgia e Romania. Il club mi aveva offerto la possibilità di fare più vacanza. Ma quando arrivi in un nuovo ambiente devi sfruttare ogni giorno — soprattutto quando passi dalla Danimarca a un club di livello mondiale come l’Inter. Come giocatore pagato “solo” sette milioni di euro, tra virgolette, devi prima dimostrare il tuo valore per non essere considerato solo un birillo d’allenamento in mezzo a tutte queste superstar (ride)».
Sulle prime difficoltà in nerazzurro: «Beh, io e Simone Inzaghi non riuscivamo davvero a comunicare, a parte qualche parola in francese. Avevo la sensazione che lui non sapesse bene cosa fare con me. All’inizio era anche divertente, ma non semplice. Perché se sei un difensore e non riesci a comunicare con i tuoi compagni, diventa difficile».
Sulla lingua italiana: «In generale trovo sempre affascinanti le nuove lingue. Se non mi ci fossi impegnato, probabilmente avrei dovuto aspettare ancora più tempo per giocare, più di quanto non sia già successo. Mi sedevo nei bar e cercavo di ordinare tutto in italiano. Cercavo semplicemente di assorbire la vita, le persone, il modo di relazionarsi. Ha funzionato benissimo. Ormai parlo l’italiano quasi fluentemente».
Sull’essere incerto se è davvero nel posto giusto per lui: «Neanche per un secondo. Le questioni personali, quando si tratta del successo della squadra, sono completamente sbagliate e dannose. La scorsa stagione con l’Inter abbiamo dimostrato come si funziona davvero come gruppo, arrivando fino alla finale di Champions League. Nessuno si è mai considerato più importante della squadra. Una vittoria o il passaggio del turno devono sempre venire prima di tutto. Io faccio parte di una squadra straordinaria — e ne fanno parte anche i giocatori che entrano dalla panchina, che sono altrettanto importanti. Ognuno, in qualunque ruolo, contribuisce al raggiungimento degli obiettivi della squadra».
Sull’eliminazione dalla Champions League: «Questo è naturalmente molto deludente per i nostri obiettivi come Inter, uscire dalla Champions League in una fase così precoce. Si vede che anche altre squadre hanno avuto problemi contro i norvegesi, ma ovviamente questo non può essere una scusa. Il Bodø/Glimt sta facendo davvero molto bene, soprattutto come squadra unita, e noi purtroppo non siamo riusciti a portare in campo la nostra qualità. È davvero una sensazione molto amara non essere più presenti in questa competizione».
Sulla corsa Scudetto: «Non è ancora deciso nulla, ma siamo fiduciosi: in Serie A stiamo andando bene. Faremo di tutto per difendere questo vantaggio fino alla fine».
Sul suo futuro: «Sto vivendo il mio sogno all’Inter. Questo è il club che, tra le altre cose, mi ha reso il giocatore che sono oggi, e per questo gli sono grato. Difendo questi colori, il nero e il blu, dentro e fuori dal campo. Tutto il resto fa parte del business, ma non è qualcosa che mi preoccupa. Io sono felice qui a Milano ed è esattamente il posto giusto per me».









































