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·18 janvier 2026
Bologna-Fiorentina, top e flop: marea viola al Dall’Ara. Fabbian e Rowe provano a dare la scossa ma è troppo poco

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·18 janvier 2026

Il Bologna perde ancora in casa: la Fiorentina vince meritatamente grazie ai gol di Mandragora e Piccoli. I top e i flop
Il successo del Bentegodi aveva illuso e nascosto un momento in casa Bologna complicatissimo. Un’altra prestazione abulica, per giunta davanti ai propri tifosi, apre scenari preoccupanti per le ambizioni europee della formazione di Vincenzo Italiano. Come se non bastasse il tecnico perde altre pedine: si attendono infatti aggiornamenti in merito ai tempi di recupero di Martin Vitík, fermatosi nel riscaldamento per un risentimento alla coscia sinistra. Andiamo ora come di consueto a vedere i top e i flop di questo pomeriggio.
Il Bologna regala un tempo ai viola, che ringraziano e soggiogano i rossoblù con facilità disarmante. I felsinei soffrono particolarmente le geometrie di Fagioli, il quale tiene sotto scacco l’intera mediana avversaria, e le sgasate di Dodô, una spina nel fianco per gran parte del match, anche per evidenti colpe della fascia sinistra del Bologna.

Bologna: disastro rossoblù. Si salvano in due. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)
Italiano, visibilmente contrariato, ne cambia quattro all’intervallo, inserendo tra gli altri Fabbian e Rowe, ovvero coloro che hanno confezionato il gol della bandiera e provato a dare la scossa a una squadra apparsa fino a quel momento scarica, spenta e senza spunti. Il numero 11 mette alla strette la difesa viola: prima colpisce il palo con un grande sinistro, poi pesca Fabbian in area con un ottimo traversone. Il numero 80, nonostante i rumors di mercato, usa la testa (in tutti i sensi) e fa capire il perché del suo assiduo utilizzo. Comunque troppo poco per portare a casa dei punti…
Italiano cercava continuità: si può dunque spiegare così la scelta di puntare sui suoi fedelissimi in avanti. Stavolta però viene “tradito” dagli stessi. L’auspicio dopo il gol del Bentegodi era quello di aver ritrovato l’estro e le stoccate di Jens Odgaard, ma chiaramente non è stato così. Il numero 21 entra nell’oblio senza lasciare tracce. Chi l’ha visto? Mistero.
Da gregario a titolare e risorsa: è questa la storia di Pobega in rossoblù. Dopo queste prestazioni però si capisce perché prima veniva utilizzato con contagocce. Si perde Mandragora, di certo non una freccia, sul cross di Gudmundsson. La sua partita non migliora, distratto, impreciso e poco lucido. Disastro.
“Essere o non essere, questo è il dilemma” recita una celebre frase dell’Amleto di Shakespeare; la stessa domanda bisogna cominciare a farsela anche su Riccardo Orsolini. Qual è il vero Riccardo? Quello di Verona, quello di oggi o una via di mezzo? La discontinuità fa parte del percorso e della storia del numero sette sotto i Portici, però questo non può essere un alibi. E’ in questi momenti che i leader devono accendere la luce, e non sparire nel buio. Orso se ci sei batti un colpo.
Sulla sua fascia arrivava un Dodô sicuramente in crescita e questo gli va riconosciuto. Ma se a tratti il numero 2 della Fiorentina ha ricordato il miglior Cafù, più di qualche responsabilità va attribuita a Juan Miranda, visibilmente in difficoltà. Impreciso anche in fase offensiva. Non la sua miglior giornata. Strapazzato.


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