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·28 juillet 2026
Bologna, occhio a non venderli tutti: perché Rowe ora deve restare

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·28 juillet 2026

Il mercato del Bologna sta prendendo forma, arrivano i primi acquisti e partono alcuni prezzi pregiati, ultimo il bomber della squadra Santiago Castro.
Dopo l’addio dell’attaccante argentino non possiamo escludere la possibilità di un’altra cessione di lusso, dato che alcuni dei giocatori più importanti della rosa sono sotto osservazione di diversi club di livello internazionale. Tra questi, i due più ricercati sono Jonathan Rowe e John Lucumì.
La gestione del mercato in uscita, soprattutto dopo l’addio di Castro in direzione Roma, deve essere ancora più oculata: il Bologna non deve assolutamente cadere nella tentazione di guadagnare tanto dai suoi calciatori più illustri rischiando di smantellare le fondamenta di una squadra, lasciando a Tedesco il solo ricordo dei giocatori più decisivi del club.
Santiago Castro ha lasciato Bologna ed è ufficialmente atterrato a Roma, con un’operazione che ha comunque portato un altro attaccante di livello alle porte del Dall’Ara, ovvero Artem Dovbyk. Una scelta rischiosa, favorevole a livello economico perché i rossoblù incassano oltre 35 milioni e il nuovo bomber arriva in prestito, ma è un giocatore che va rilanciato.
Dopo il rischio di prendere un attaccante da rilanciare, ora il Bologna deve cercare di evitare altri addii illustri, perché potrebbe trovarsi in una situazione molto scomoda: nuovo allenatore, senza i big della gestione precedente, una rivoluzione vera e propria totalmente non necessaria.
E allora vanno risolte due questioni spigolose: quale sarà il futuro di Jonathan Rowe e di John Lucumì?

Bologna, dopo Castro si accetta una sola cessione di lusso (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images via OneFootball) Bologna Sport News
Per chiudere al meglio il mercato in uscita senza salutare i più forti, la soluzione migliore sarebbe quella di accettare la cessione di Castro e provare a trattenere gli altri due big, oltre Orsolini già blindato, ossia Rowe e Lucumì.
In questo modo il Bologna avrebbe fatto un’ottima plusvalenza, garantendosi comunque il nuovo attaccante, e mantenendo una base solida per ripartire con il nuovo allenatore. Ma c’è un problema, ed è la volontà di Lucumì.
Al colombiano era stata fatta una promessa: il club lo avrebbe ceduto per un’offerta soddisfacente. La sua volontà è quella di trasferirsi in una squadra più forte, giocare la Champions o lottare in un club più titolato, e un giocatore che ha deciso di voler cambiare aria non può essere trattenuto con la forza.
Allora Di Vaio e Sartori troveranno la destinazione adatta a Lucumì, incassando la cifra minima richiesta di almeno 25 milioni, e dopo il suo addio sarà fondamentale tenere Rowe e tutti i più forti. L’inglese è una pedina chiave per il gioco sugli esterni e la sua crescita ha dimostrato che può essere ancora più decisivo; se con Dovbyk si corre un rischio, se Lucumì andrà comunque sostituito, il Bologna non può permettersi di cedere un altro tassello così importante.
Non si può mettere in atto una rivoluzione che indubbiamente abbasserebbe il livello della rosa per giunta con un allenatore nuovo che avrà bisogno di tempo per imporre le proprie idee. Allora Rowe deve restare, se vuole, per garantire le prestazioni di un giocatore che sa decidere le partite e che sa offrire assist precisi ai suoi compagni.







































