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·27 mars 2026
Bosnia, alla scoperta dell’avversaria dell’Italia in finale dei play-off: dall’insidia Dzeko ad altre conoscenze del nostro calcio. Le ultime

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La notte di Cardiff ha emesso il suo verdetto inappellabile: sarà la Bosnia l’ultima avversaria dell’Italia nel cammino verso il Mondiale. La selezione guidata da Sergej Barbarez ha strappato il pass per la finale superando il Galles ai calci di rigore, dopo un match di estrema sofferenza chiuso sull’1-1 al termine dei supplementari. A trascinare il gruppo è stato ancora una volta l’infinito Edin Dzeko, ma a siglare il penalty decisivo è stato il giovanissimo Alajbegović, simbolo di una Bosnia che sta vivendo un profondo ricambio generazionale.
Sulla carta, guardando esclusivamente il ranking FIFA che vede la Bosnia occupare la 71ª posizione mondiale, l’impegno potrebbe sembrare agevole per la Nazionale di Spalletti. Tuttavia, i numeri non devono trarre in inganno. La squadra balcanica è un mix pericoloso di veterani carismatici e talenti emergenti che militano nei principali campionati europei. Oltre al già citato Dzeko, la Bosnia può contare sulla solidità difensiva di Sead Kolasinac e sulla vena realizzativa di Ermedin Demirovic, protagonista in Bundesliga.
Il vero punto di forza della Bosnia odierna risiede però nella linea verde. In difesa spiccano Muharemovic, protagonista oggi con il Sassuolo, e il terzino del Benfica Amar Dedic. A centrocampo, l’ex romanista Benjamin Tahirovic garantisce equilibrio, mentre la fantasia è affidata ai dribbling di Bajraktarevic (PSV) e soprattutto al gioiello del Salisburgo, Alajbegović. Questo nucleo di giovani ha permesso alla Bosnia di mantenere una striscia di imbattibilità che dura dallo scorso settembre, rendendola un avversario estremamente ostico nei momenti chiave.
La sfida decisiva si giocherà nella tana della Bosnia, il Bilino Polje di Zenica. Nonostante una capienza ridotta a 15.000 posti, lo stadio è rinomato per il calore asfissiante del pubblico locale. Sebbene i precedenti storici sorridano all’Italia (4 vittorie e un solo successo bosniaco datato 1996), gli Azzurri non possono sottovalutare la solidità tattica del 4-4-2 di Barbarez. La Bosnia punta tutto sulla fisicità e sulla capacità di colpire in area di rigore, cercando di mascherare qualche lacuna nella velocità pura dei difensori centrali.









































