Calcionews24
·29 mars 2026
Bosnia Italia vista dalla prospettiva di Dzeko: tre precedenti che ‘spaventano’ gli azzurri. Focus sulla sfida nella sfida

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Martedì sera l’Italia si gioca una fetta importante del proprio destino e, come nelle migliori sceneggiature thriller, sulla strada degli Azzurri per i Mondiali si staglia un’ombra familiare e minacciosa. È quella di Edin Dzeko, il “Cigno di Sarajevo”. Un centravanti che il nostro calcio ha imparato a conoscere, ammirare e, soprattutto, a temere.
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I numeri della sua carriera parlano chiaro, ma è il suo personalissimo storico contro la Nazionale italiana a far scattare l’allarme rosso. Nei tre precedenti più recenti contro l’Italia, l’attaccante bosniaco ha applicato una sorta di tassa ineluttabile: due gol, sempre ad aprire le marcature, costringendo gli azzurri a rincorse faticose e dispendiose.
Ecco la radiografia dei tre duelli che hanno forgiato la rivalità tra Dzeko e i superstiti dell’Italia di oggi, chiamati martedì a disinnescarlo.
Il gruppo di oggi conta diversi elementi che hanno già incrociato i tacchetti con Dzeko in queste tre battaglie. L’esperienza maturata in quelle notti dovrà essere la bussola per la retroguardia di martedì.
• Nicolò Barella (presente in tutti e tre i match). È il vero veterano di questa sfida. Nel 2019 a Torino apparve meno guerriero del solito, ma crebbe a dismisura già nel ritorno di Zenica (voto 7, concreto e dirompente). A Firenze, nel 2020, fu il migliore in campo per distacco. Oggi Barella conosce perfettamente i tempi d’inserimento del centrocampo bosniaco che lavora per innescare la punta.• Gianluigi Donnarumma (presente a Zenica e Firenze). Gigio ha vissuto le due facce della medaglia. Nel trionfo del 2019 fu eletto tra i migliori in campo (voto 7,5), blindando la porta. A Firenze non poté fare nulla sul tocco da due passi di Dzeko (un gol imparabile). Martedì saprà che ogni palla sporca in area piccola è potenziale veleno.• Gianluca Mancini (presente a Torino). Quella notte allo Stadium fu complessa per il difensore. Adattato a fare il “terzino-centrale” in un ibrido passaggio a tre, soffrì terribilmente le sportellate e il raggio d’azione di Dzeko, venendo sostituito da De Sciglio. Martedì sarà in cerca di una personale rivincita, forte di una maturità tattica decisamente superiore.• Sandro Tonali (presente a Zenica). Nel 3-0 in trasferta, ad appena 19 anni, prese in mano il centrocampo azzurro giocando con la saggezza di un veterano. La sua fisicità davanti alla difesa sarà fondamentale martedì per schermare le linee di passaggio destinate a rifornire l’attaccante.
Martedì non ci sarà spazio per i calcoli. Fermare Edin Dzeko non significa solo arginare un attaccante, ma spegnere l’anima stessa della Bosnia, come ha dimostrato giovedì sera il suo gol in extremis al Galles. L’Italia è avvisata, il Cigno è pericoloso anche con l’età che avanza e ancora di più per l’intenzione che lo anima: quello visto a Firenze non era il vero Dzeko e non è stata tutta colpa sua.









































