Buonfiglio dice no ad un commissariamento della FIGC: «Probabilmente andrei a casa io. Vi spiego perché non è possibile». Bocciata la proposta di Abodi e Lotito | OneFootball

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·14 avril 2026

Buonfiglio dice no ad un commissariamento della FIGC: «Probabilmente andrei a casa io. Vi spiego perché non è possibile». Bocciata la proposta di Abodi e Lotito

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Buonfiglio dice no ad un commissariamento della FIGC. Non è possibile dal punto di vista regolamentare. Bocciata la proposta di Abodi e Lotito

Il panorama calcistico nazionale è ancora scosso dal fragore del fallimento di Zenica. La mancata partecipazione ai Mondiali per la terza volta consecutiva non è solo un dramma sportivo, ma una crisi di sistema che sta portando a uno scontro frontale tra i vertici istituzionali. In questo clima di incertezza, la figura di Luciano Buonfiglio è emersa come l’ago della bilancia, portando una dose di realismo normativo in un dibattito dominato dall’emotività e dalle pressioni politiche

Le macerie lasciate dalla spedizione bosniaca hanno spinto molti attori protagonisti, tra cui il Ministro Andrea Abodi e il patron biancoceleste Claudio Lotito, a invocare una tabula rasa immediata. L’obiettivo dichiarato era il commissariamento della Federazione per scavalcare i veti incrociati che da anni bloccano le riforme. Tuttavia, questa manovra d’urto si è scontrata con il muro della legalità sportiva eretto dal nuovo Presidente del CONI.


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Proprio Buonfiglio ha voluto sgombrare il campo da ogni interpretazione creativa degli statuti, intervenendo con estrema fermezza sulla questione. Durante un recente incontro, il numero uno dello sport italiano ha affrontato direttamente le istanze di chi chiedeva un intervento d’imperio per azzerare l’attuale governance.

Senza troppi giri di parole, Buonfiglio ha gelato le aspettative dei fautori del pugno di ferro, evidenziando il rischio di un collasso burocratico ancora peggiore. Il Presidente ha infatti dichiarato: «Il commissariamento auspicato da Lotito e Abodi? Con le regole e gli statuti che esistono, non posso commissariare. Altrimenti mi farebbero un ricorso al Tar e probabilmente andrei a casa io…».

Queste parole di Buonfiglio sottolineano come, nell’attuale ordinamento, non esistano i presupposti giuridici per un atto di forza. Un eventuale commissariamento privo di basi solide verrebbe immediatamente annullato dalla giustizia amministrativa, lasciando il calcio italiano in un limbo ancora più pericoloso.

Non si tratta però di una difesa dello status quo. La strategia di Buonfiglio punta a una rivoluzione strutturale piuttosto che a una semplice sostituzione di poltrone. Secondo la visione del presidente del Coni, la rinascita deve passare necessariamente dai settori giovanili e da una riforma scolastica del calcio, abbandonando l’idea che un singolo uomo solo al comando possa risolvere criticità decennali. Per Buonfiglio, solo un lavoro mirato sulle nuove generazioni e programmi tecnici solidi potranno garantire che il vaso di Pandora scoperchiato a Zenica venga finalmente richiuso, dando inizio a una nuova era per la maglia azzurra.

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