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·16 avril 2026

Buonfiglio: «Ricevute molte pressioni per commissariare la FIGC: ma non siamo legittimati a farlo»

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«Se ho ricevuto molte pressioni per commissariare la FIGC? Sì. Ma si può fare quello che si può fare: se non siamo legittimati a commissariare, non si commissaria». Lo ha detto il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, intervenuto durante l’evento il Foglio a San Siro organizzato da Il Foglio.

«Non è solamente questione tecnica di preparazione o non preparazione. Ci sono alcune norme che vanno modificate e se non lo modifichi insieme al governo difficilmente puoi immaginare di proporre queste norme. Il governo comunque rispetta lo sport rispetta la sua autonomia, ma dobbiamo essere bravi anche noi a meritarci questa credibilità», ha aggiunto.


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«Io faccio il tifo perché le componenti della federazione riescono ad eleggere il presidente, però ritengo fondamentale che il presidente abbia una squadra e che abbia un programma condiviso e realizzabile. La mia presidenza è la dimostrazione che con la politica si può andare d’accordo? Mi fa piacere perché il CONI rappresenta l’insieme delle federazioni, delle discipline associate e degli enti di promozione.  Rappresenta oltre 115.000 società, rappresenta 14 milioni di tesserati e una componente importante della nostra vita sociale economica e sportiva, quindi è necessario mantenere il giusto equilibrio. Non possiamo permetterci né di litigare né di essere sotto braccio, ma dobbiamo svolgere bene il nostro ruolo».

«Presidente un ex calciatore? Perché escluderlo, l’importante è che abbia una bella squadra. Non mi azzardo a fare il tecnico, ma a quelli che dovranno prendere in mano la FIGC dico lavorate bene perché è bello vivere le emozioni di quando vinci un mondiale. Auguro con tutto il cuore a chi prenderà in mano la federazione di iniziare un percorso che dalla sera alla mattina non cambia nulla, ma nel giro di 4/5/6 anni può cambiare qualcosa. Se tifo per qualcuno tra Abete e Malagò? Sarebbe l’errore più grande che potrei commettere, il CONI è la garanzia per lo sport italiano. Il mondo del calcio è rappresentato dalle leghe, dai calciatori e dai tecnici ma ci sono migliaia di club dalla base. Quello che spassionatamente vorrei è che fosse un modello da imitare, perché quando poi vediamo i bambini di 7/8 anni scimmiottare alcuni esempi negativi veramente fa male», ha concluso.

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