Juventusnews24
·16 avril 2026
Cabrini ricorda Aston Villa Juve del 1983: «Giocammo alla pari contro i campioni d’Europa e vincemmo nel finale». Poi rievoca Paolo Rossi

In partnership with
Yahoo sportsJuventusnews24
·16 avril 2026

Stasera il Bologna è chiamato a una difficile impresa: rovesciare il 3-1 incassato dall’Aston Villa al Dall’Ara e farlo in Inghilterra. Antonio Cabrini partecipò da protagonista all’impresa della Juve su quel campo nel 1983, quando vinse 2-1 contro la squadra che aveva vinto la Coppa dei Campioni l’anno prima. Ex terzino anche rossoblù, il campione del mondo 1982 è stato intervistato da La Gazzetta dello Sport.COSA RICORDA DI ASTON VILLA-JUVE 1-2 «Il mio cross a Rossi e il nostro vantaggio dopo un minuto. Al Villa Park scese il gelo, poi però fu una partita tiratissima, in un’atmosfera difficile per noi ma, meravigliosa. Giocammo alla pari contro i campioni d’Europa e vincemmo nel finale con il gol di Boniek, ma da quelle parti era sempre così. Battaglie fino all’ultimo secondo che ti sfinivano».GIOCARE AL VILLA PARK «Come in tutti gli stadi inglesi. Allora erano sempre strapieni, il tifo lo sentivi e a volte ti caricava pure. Un tifo mai contro, ma capace di creare un grande ambiente, anche per gli avversari. Se amavi il calcio, giocare in quei teatri era sempre un piacere».CONSIGLI PER IL BOLOGNA «Giocarsela senza pensare al peggio. Testa libera e attaccare. Con leggerezza ma pure in maniera intelligente. Sapendo che prendere un’imbarcata, subendo tanti gol, sarebbe un epilogo immeritato visto il cammino. No, il Bologna nella peggiore delle ipotesi deve uscire a testa alta. Prima però crederci, senza paura, che non si sa mai…».LA RIMONTA È POSSIBILE «Difficile, molto. Inutile negarlo. Servirà la partita perfetta, la gara dell’anno. Il margine di errore è bassissimo e l’Aston Villa non si adagerà sul risultato dell’andata, non è nella loro mentalità. Era così ai miei tempi e lo è ancora oggi, anche se Emery è un tecnico molto attento. Non speculeranno, se la giocheranno comunque e per il Bologna potrebbe anche diventare un vantaggio».SU CHI PUNTARE «Potrei dire Rowe e Bernardeschi, giocatori dall’orizzonte europeo per tecnica e velocità di esecuzione, oppure Castro, un combattente. La verità è che tutti quelli che andranno in campo dovranno rendere ben oltre il loro livello. Se si esaltano in tre ma il resto gioca sotto media non si va da nessuna parte. Ed è ciò che rende questa sfida particolarmente complessa».VINCENZO ITALIANO «Mi piace. Sta facendo un lavoro eccellente. Ha portato a casa una Coppa Italia e propone un calcio propositivo. In Italia è tra i più quotati pure per un altro motivo: con lui i giocatori migliorano».MIRANDA «Esterno interessante, che non va paragonato a nessuno, ma deve continuare a crescere come sta facendo. Il segreto, alla sua età, è non accontentarsi mai».COL BOLOGNA ARRIVO’ AI QUARTI DI COPPA UEFA «Fuori ai rigori con lo Sporting. Fu una serata particolare, finita senza la gioia che avremmo anche meritato. Speriamo che a Birmingham vada in modo diverso».RICORDI DEL BIENNIO BOLOGNESE «Tanti e bellissimi. A Bologna ho giocato per due anni e vissuto lì per venti. Città meravigliosa a cui sono legatissimo: solare, accogliente. E che trasuda sport: calcio e basket allo stesso livello, stessa passione. Da questo punto di vista una realtà unica».JOEY SAPUTO «La società sta lavorando benissimo. Ruoli chiari, capacità di programmare e costruire, fiducia nell’allenatore e nel progetto tecnico. È così che si cresce».LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO «Problematiche ormai ataviche a tutti i livelli di un movimento che è cambiato in maniera radicale. Il punto di partenza sono i vivai: non si lavora più come un tempo. Una volta nei settori giovanili c’era il preparatore che ti insegnava a giocare, a lavorare su tutti i dettagli e così si formavano giocatori. Oggi c’è l’allenatore che ti insegna gli schemi. Mah…».









































