Cafu: “La lite tra Ranieri e Gasperini? Non sono ragazzini” | OneFootball

Cafu: “La lite tra Ranieri e Gasperini? Non sono ragazzini” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Pagine Romaniste

Pagine Romaniste

·21 avril 2026

Cafu: “La lite tra Ranieri e Gasperini? Non sono ragazzini”

Image de l'article :Cafu: “La lite tra Ranieri e Gasperini? Non sono ragazzini”

Cafu commenta il caso Ranieri-Gasperini, elogia il tecnico e invita a evitare polemiche. “Pendolino” parla anche di Milan, Italia e Brasile.

“Caspitarola” dice Cafu. Un bel neologismo per esprimere il suo stupore di fronte all’incendio scoppiato qualche giorno fa a Casa Roma, con le fiamme che separano Claudio Ranieri da Gian Piero Gasperini. Il brasiliano ci è rimasto male, e mostra il suo disappunto a Madrid dov’è impegnato come Ambassador dei premi Laureus.


Vidéos OneFootball


Cafu: “Ottimo lavoro di Gasperini”

Come vede il lavoro di Gasperini? “Ottimo. I problemi ci sono ovunque, in tutte le squadre, ma quanto ha fatto Gasperini è stato notevole. Il discorso Champions è comunque ancora aperto; c’è ancora tanto da giocare e recuperare cinque punti quando ce ne sono 15 a disposizione non è impossibile. Ad ogni modo spero che il prossimo anno possa far sognare di nuovo la Roma con la vittoria dello scudetto”.

E la polemica tra Ranieri e il Gasp? “Il calcio nel rettangolo di gioco è così bello, non amo le polemiche. A me piaceva divertirmi in campo, l’azione, la partita, il rispetto per gli avversari. Sono due uomini che hanno esperienza, che erano lì per trasmettere tranquillità ai calciatori e invece… Spero si possa girar pagina il prima possibile”.

Il Milan. “Ha una società solida alle spalle, è sulla buona strada, tant’è che lo vedo bene anche per il prossimo anno. È una squadra con esperienza e che ha le idee chiare. Spero possa arrivare in Champions”.

Chivu l’ha sorpresa? “Come allenatore sta dimostrando tutte le qualità che aveva da giocatore. Con lavoro, competenza e pazienza ha costruito un gran bel gruppo. Lo scudetto è praticamente vinto e penso che possa tornare a stupire anche in Champions”.

E veniamo alle pene dell’Italia. “Sono amico di Gattuso e sono innamorato dell’Italia e del calcio italiano; per uno che ha giocato 11 anni in Serie A non è bello vedere la Nazionale azzurra di nuovo fuori dal Mondiale. È chiaro che bisogna cambiare. Il potenziale c’è, ma non si riesce a tirarlo fuori. È dura per me che sono un esterno, figuriamoci per voi. Non riesco a immaginarlo”.

La Serie A ha delle responsabilità? “Non credo, così come non credo che ciò dipenda dagli stranieri. Se così fosse l’Inghilterra non dovrebbe qualificarsi mai vista la quantità di stranieri in Premier League. Anche ai miei tempi c’erano tanti stranieri e l’Italia ai Mondiali vinceva. Il problema è la struttura e che la mentalità rispetto al campionato è completamente diversa: si parla di un popolo, di una nazione, di un Paese, la pressione è molto differente”.

Se Ancelotti vince il Mondiale col Brasile ce lo ridate? “No no, macché. Carlo sta bene dove sta. Rio, spiaggia, Carnevale! Scherzi a parte, la decisione è sua, con una certezza: dovunque andrà saranno tutti felici perché è un grande professionista, è competente”.

Vincerete il benedetto “Hexa”? “C’è grande pressione per la sesta coppa del Mondo, ma sono molto fiducioso. Da metà campo in su siamo fortissimi. Se Ancelotti riesce a rendere più solida la difesa ci siamo. E poi abbiamo esperienza e un grande tecnico, che però non ha avuto tempo a sufficienza per lavorare; finora per problemi e inconvenienti vari non è riuscito a ripetere neanche una volta la stessa formazione per due partite di fila. Inoltre, dopo la vittoria nel 1970, siamo rimasti 24 anni senza vincere. Ora sono altri 24 anni”.

À propos de Publisher