Cagliari, Palestra: “Nazionale? È un obiettivo e un sogno. Sui videogiochi mi fanno scarso” | OneFootball

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·27 février 2026

Cagliari, Palestra: “Nazionale? È un obiettivo e un sogno. Sui videogiochi mi fanno scarso”

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Marco Palestra ha rilasciato una lunga intervista a La Repubblica: ecco le sue dichiarazioni.

Una delle sorprese di questo campionato di Serie A è Marco Palestra. Il terzino del Cagliari si sta distinguendo grazie alle sue prestazioni costanti tanto da attirare le big. Quest’oggi il classe 2005 ha rilasciato un’intervista a La Reppublica. Di seguito le sue dichiarazioni.


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L’intervista di Palestra

“Mi piace pensare in grande, sono ambizioso. Di me hanno parlato bene Spalletti, Sacchi, Fabregas e Gattuso? I complimenti mi fanno molto piacere e ringrazio ogni volta, ma da quando ho cominciato a giocare a calcio ho imparato che la gloria è passeggera. Puoi passare in una settimana dall’essere considerato un top player a essere bollato come scarso, e viceversa. Fino ai 15 anni, nelle giovanili dell’Atalanta, giocavo mezzala ed ero il più lento della squadra. Compensavo con la tecnica, ma sulla corsa ero sotto a tutti. Ero molto magro, avevo un’altra struttura. Dall’Under 17 sono cambiato, per fortuna. Dove devo migliorare? Di sicuro chiamo troppo la palla ai compagni. A Bergamo mi dicevano che facevo la telecronaca. Nazionale? È un obiettivo e un sogno. Ma so che solo grazie a grandi prestazioni qui a Cagliari posso ambire a grandi traguardi”.

L’esperienza al Cagliari

“È bellissimo, siamo tanti giovani, ma c’è anche qualcuno un po’ più grande che ci insegna come vivere le partite, aiuta avere compagni esperti, che hanno vissuto molto più calcio di noi. Pisacane mi ha dato tantissimi consigli. Sento di essere molto migliorato con lui, in difesa ma anche nei movimenti quando si attacca”.

La capacità nel dribbling

“Quando vedo un avversario davanti, immagino immediatamente come posso superarlo. Se poi è più bravo lui e mi prende la palla, va bene, ma mi piace il duello. I videogiochi? Non sono male, ma non ci gioco più moltissimo: solo con amici e compagni di squadra. Evito però di usare me stesso, mi hanno fatto veramente scarso. Dovrei chiedere a Pierluigi Pardo, che dà la voce alle partite dei videogame, di mettere una buona parola”.

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