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·25 mars 2026

Calciomercato, arriva l’apertura all’uso delle riserve: la FIGC mette fine al paradosso che aveva penalizzato il Napoli

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Via libera all’uso delle riserve per sbloccare il calciomercato: la FIGC corregge la norma e il “paradosso Napoli” non si ripeterà

Nel consiglio federale della scorsa settimana, la FIGC ha approvato una serie di modifiche al Titolo VI delle NOIF, la sezione che regola i controlli economico‑finanziari sui club professionistici. Come riportato da Calcio e Finanza, le novità riguardano soprattutto i meccanismi che consentono alle società di coprire squilibri di bilancio e rimuovere eventuali restrizioni federali. Le modifiche arrivano dopo mesi di confronto al tavolo delle riforme e intervengono su più aspetti, alcuni dei quali emersi con forza durante l’ultimo mercato invernale, quando Napoli e Pisa erano stati costretti a operare “a saldo zero” per via dei nuovi parametri sul Costo del Lavoro Allargato.

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Il caso più emblematico era stato quello del Napoli, che aveva chiesto di poter utilizzare le proprie ingenti riserve di liquidità — 174 milioni al 30 giugno 2025 — per riequilibrare il rapporto tra ricavi e costo del lavoro e sbloccare il mercato. La Lega Serie A aveva quindi sollecitato un consiglio federale straordinario, ma l’assenza di unanimità (con il voto contrario del Milan e l’astensione di Juventus, Inter e Roma) aveva impedito una modifica immediata. Intervenire a stagione in corso avrebbe creato un precedente rischioso, ma allo stesso tempo appariva paradossale che un club con i migliori indicatori finanziari della Serie A fosse penalizzato da una rigidità normativa.

Da qui è nata una delle innovazioni più significative approvate: l’apertura all’utilizzo delle riserve di utili per coprire eccedenze di costo, a partire dal mercato estivo 2026. Le riserve potranno essere impiegate solo se distribuibili ai soci, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie, vincolate con delibera assembleare e destinate in modo preciso alla copertura dello squilibrio. Il sistema introduce però un vincolo di indisponibilità: tali somme non potranno essere liberamente distribuite finché non sarà verificato il rispetto degli indicatori economico‑finanziari. La revoca del vincolo sarà possibile solo in presenza di condizioni specifiche, mentre una revoca indebita costituirà illecito disciplinare.

Questa novità si inserisce in un quadro più ampio di strumenti già previsti per riequilibrare la situazione finanziaria dei club, come aumenti di capitale, versamenti dei soci, finanziamenti postergati o utilizzo di crediti da cessioni. Le modifiche rafforzano inoltre il ruolo delle situazioni patrimoniali intermedie del 31 marzo e del 30 settembre, che diventano centrali per verificare la disponibilità delle riserve, la presenza di eventuali perdite e la sostenibilità dei parametri federali. Nel complesso, la riforma introduce maggiore flessibilità per le società, ma al tempo stesso innalza il livello dei controlli, con l’obiettivo di garantire un equilibrio più coerente tra autonomia gestionale e vigilanza economico‑finanziaria.

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