Juventusnews24
·5 avril 2026
Calciomercato Juve: Ottolini prepara il restyling dell’area scouting. Ha già vinto una scommessa

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L’approdo di Marco Ottolini alla Continassa non è stato una semplice successione, ma l’inizio di un faticoso “anno zero”. Il Direttore Sportivo bianconero ha ereditato da Damien Comolli una situazione complessa: lo smantellamento della precedente struttura di scouting, sapientemente guidata in passato da Matteo Tognozzi (scopritore di talenti del calibro di Yildiz, Huijsen e Soulé), aveva lasciato un vuoto metodologico e di organico. Lo scrive Tuttosport.
Ottolini, cresciuto professionalmente proprio sotto l’ala di Tognozzi prima dell’esperienza al Genoa, sta ricostruendo la macchina degli osservatori tassello dopo tassello. La sua filosofia fonde l’analisi dei dati (l’algoritmo) con la sensibilità umana, cercando profili in grado di scovare potenzialità inesplorate prima della concorrenza. L’obiettivo è presentarsi alla sessione estiva con un reparto scouting a pieno regime, consapevoli che per raccogliere i frutti di questo lavoro servirà tempo, proprio come accaduto nel ciclo precedente.
Nonostante il breve mandato, le prime intuizioni di Ottolini hanno già lasciato il segno. Per il futuro della Next Gen, l’aver strappato Adin Licina al Bayern Monaco rappresenta un segnale di forza. Per il presente, invece, la scommessa vinta si chiama Jeremie Boga. Il DS è stato abile nel convincere l’ivoriano ad aspettare la Juventus fino all’ultimo giorno del mercato invernale, mentre la società era impegnata sul fronte dell’attaccante centrale. Arrivato tra lo scetticismo generale, Boga è stato il miglior giocatore del mese di marzo, offrendo a Spalletti quella prolificità che è mancata alle punte titolari.
Domani Ottolini ritroverà da avversario il suo passato, quel Genoa che ha contribuito a riportare e consolidare in Serie A. Portano la sua firma la scelta di Gilardino in panchina e l’operazione Retegui. Ma l’ultimo grande vanto resta Brooke Norton-Cuffy: acquistato per soli 3 milioni quasi due anni fa, oggi il suo valore è schizzato alle stelle. Proprio questa capacità di generare valore è il motivo per cui la Juve lo ha richiamato a Torino dopo tre anni e mezzo: per ricostruire un’eccellenza che sembrava perduta.
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