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·24 mars 2026
Cambiaso e l’ascesa con l’Italia: da Spalletti a Gattuso, percorso in crescendo per l’esterno della Juventus. La sua fotografia completa in azzurro

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L’avventura di Andrea Cambiaso con la maglia della Nazionale italiana è la perfetta fotografia di una crescita costante: da prospetto in cerca di identità a pedina tattica irrinunciabile. Analizzando i tabellini e le pagelle a cavallo tra la gestione di Luciano Spalletti e il nuovo ciclo di Gennaro Gattuso, emerge il ritratto di un esterno totale, il classico “jolly” moderno capace di fare la differenza.
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Il vero battesimo azzurro di Cambiaso arriva nell’amichevole americana del marzo 2024 contro il Venezuela: un esordio “timido” per i sincronismi ancora da oliare con Di Lorenzo, ma subito impreziosito dall’assist intelligente per la rete di Retegui. Dopo aver vissuto in gran parte da subentrante la traumatica e caotica spedizione di Euro 2024 in Germania, la sua definitiva consacrazione avviene in Nations League.
Nell’autunno del 2024, Cambiaso diventa devastante. A Parigi contro la Francia, nonostante un sanguinoso retropassaggio iniziale che regala l’1-0 a Barcola, reagisce sfoderando una prestazione da 7 in pagella. A ottobre, contro il Belgio, trova il suo primo gol in Nazionale insaccando a porta vuota, per poi ripetersi a referto un mese dopo nella gara di ritorno contro i transalpini. In quel periodo raggiunge il picco di forma: nel 4-1 contro Israele a Udine prende 7,5 in pagella, venendo definito dalla critica letteralmente “un’iradiddio”.
Con l’avvento di Rino Gattuso sulla panchina azzurra per le qualificazioni ai Mondiali 2026, lo status dello juventino si consolida ulteriormente. La sintesi perfetta la fornisce la critica: “è il solito Cambiaso che dove lo metti sta”.
Sia da titolare che spaccando le partite dalla panchina, Andrea macina chilometri (da 7 in pagella contro l’Estonia), si inventa l’assist decisivo per Tonali nel rocambolesco 5-4 contro Israele a Debrecen, e ritrova anche la via del gol nel 2-0 contro la Moldova a Reggio Emilia, girando in rete di prima intenzione una palla sporca.
In poco più di un anno e mezzo, Cambiaso ha dimostrato un eccezionale adattamento. Che debba spingere a tutta fascia, accentrarsi per palleggiare come “sottopunta” o attaccare il lato debole, è ormai una colonna portante dell’Italia. Eppure è più che possibile che contro l’Irlanda del Nord partirà in panchina nel 3-5-2 disegnato da Gattuso: a destra dovrebbe esserci Politano, a sinistra l’intoccabile Dimarco.









































