Juventusnews24
·18 avril 2026
Cannavaro: «Non volevo andare alla Juve, fu l’Inter a vendermi. Non vincemmo la Champions perché Capello…»

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Sul canale YouTube di PrimeVideoSportIT è intervenuto Fabio Cannavaro, l’uomo che sollevò al cielo la Coppa del Mondo nel 2006, Pallone d’Oro e oggi commissario tecnico della Nazionale dell’Uzbekistan. Davanti alle telecamere, Cannavaro ha dialogato con l’ex compagno Toni ripercorrendo le tappe più gloriose e complesse del suo percorso sportivo, svelando retroscena inediti e ricordi personali legati alla sua leggendaria carriera da calciatore e alla nuova vita in panchina.
ADDIO ALL’INTER PER LA JUVE – «Non stavo bene, giocavo da infortunato e poi trovammo 9 fratture da stress. Ma io volevo giocare per dimostrare che ero da Inter. Finito l’Europeo 2004 decisi di non riprendere a giocare fino a guarigione completa, quando tornai a correre normalmente mi chiamò Oriali e mi disse che mi avevano venduto. Risposi: mi avete venduto proprio adesso che sto bene? E lui rispose che la società voleva cambiare. Volevano vendere me e Vieri, io non volevo andare alla Juve, sono andato anche a guadagnare meno, ma sono le circostanze che mi portarono lì».
CAPELLO E LE CHAMPIONS NON VINTE ALLA JUVE – «Capello metteva competizione tra i giocatori, ti stuzzicava per farti rendere. Aveva Del Piero, ma giocavano Ibrahimović e Trezeguet. Quella era una squadra costruita per vincere la Champions, ma non accadde perché utilizzava sempre gli stessi giocatori: siamo arrivati sempre scarichi ai momenti importanti».
MONDIALE E PALLONE D’ORO – «Quando demmo la mano ai giocatori della Germania dissi a Gigi Buffon: “Gigi, abbiamo già vinto”. Ero lì piccolino, davo la mano e nessuno mi guardava negli occhi. La mia partita? Ancora oggi nella storia dei Mondiali è difficile aver visto una prestazione del genere di un difensore. In finale entrando in campo siamo passati vicini al trofeo, ai ragazzi avevo detto: “Il primo che lo tocca lo sfondo”. Eravamo lì per alzarlo. Entrai subito duro su Henry: rimase a terra, volevo fargli capire che era una giornata difficile per lui. Zidane era talmente bello e talmente bravo che ti dispiaceva sportivamente picchiarlo. Lo metto un gradino sotto Ronaldo. Senza la testata, credo avrebbe vinto lui il Pallone d’Oro».
12 ANNI SENZA MONDIALE – «Quando demmo la mano ai giocatori della Germania dissi a Gigi Buffon: “Gigi, abbiamo già vinto”. Ero lì piccolino, davo la mano e nessuno mi guardava negli occhi. La mia partita? Ancora oggi nella storia dei Mondiali è difficile aver visto una prestazione del genere di un difensore. In finale entrando in campo siamo passati vicini al trofeo, ai ragazzi avevo detto: “Il primo che lo tocca lo sfondo”. Eravamo lì per alzarlo. Entrai subito duro su Henry: rimase a terra, volevo fargli capire che era una giornata difficile per lui. Zidane era talmente bello e talmente bravo che ti dispiaceva sportivamente picchiarlo. Lo metto un gradino sotto Ronaldo. Senza la testata, credo avrebbe vinto lui il Pallone d’Oro».
PROBLEMA DI SISTEMA – «Sorrido quando vedo che in Italia vogliamo proporre questo calcio moderno. Coverciano sforna centinaia di allenatori, ma le squadre di Serie A e B sono poche: vanno ai settori giovanili ad allenare terzo uomo, uscita dal basso…. Avevamo una cosa positiva, difendere e soffrire. L’abbiamo persa per copiare la fase offensiva degli altri, perché dicevano che eravamo difensivi e giocavamo in contropiede. Dobbiamo fare cento passi indietro, tornare a insegnare a giocare a calcio a livello individuale, perché a poi a livello collettivo non ci metti niente a imparare».
QUOTE JUVE BOLOGNA – I bianconeri cercano continuità e tre punti per avvicinarsi sempre di più alla qualificazione in Champions League.La giocata OVER 0.5 (almeno un gol nel match) a quota 8.00 su SNAI.La stessa giocata è quotata 1.02 su Lottomatica e Goldbet.
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