Caos arbitri, dalle “bussate” di Rocchi alle indagini sui rimborsi per Lissone: sentito anche un tassista! | OneFootball

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Calcionews24

·26 avril 2026

Caos arbitri, dalle “bussate” di Rocchi alle indagini sui rimborsi per Lissone: sentito anche un tassista!

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Caos arbitri, dalle “bussate” di Rocchi alle indagini sui rimborsi per Lissone: sentito anche un tassista! Cosa sta succedendo

L’inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale continua ad allargarsi e uno dei fronti più delicati riguarda le contestazioni mosse a Gianluca Rocchi e ad Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi dai rispettivi incarichi dopo l’iscrizione nel registro degli indagati per concorso in frode sportiva. Secondo la ricostruzione di Repubblica, tra i punti più rumorosi del fascicolo ci sarebbero alcune presunte designazioni di arbitri ritenuti “graditi all’Inter” nella fase conclusiva della stagione 2024/2025. La vicenda, è bene ricordarlo, si trova ancora nella fase delle contestazioni dell’accusa e non riguarda fatti già accertati in sede giudiziaria.


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Nel dettaglio, Repubblica riferisce di un incontro che sarebbe avvenuto a San Siro il 2 aprile 2025, nel giorno della semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter. In quel contesto, sempre secondo l’ipotesi accusatoria riportata dal quotidiano, sarebbe stata “combinata” la designazione di Andrea Colombo per Bologna-Inter del 20 aprile 2025 e quella di Daniele Doveri per la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile. Nelle contestazioni citate da Repubblica e da altre fonti, Doveri viene indicato come arbitro “poco gradito all’Inter”, mentre Colombo verrebbe descritto come “gradito” alla squadra nerazzurra. Anche Sky Sport e AGI hanno riportato i tre episodi contestati, compresi quelli relativi alle designazioni di Colombo e Doveri.

L’altro filone richiamato da Repubblica riguarda invece la VAR Room di Lissone e l’episodio di Udinese-Parma del 1° marzo 2025. La Procura ipotizza che Rocchi, in qualità di supervisore VAR, avrebbe condizionato l’addetto video inducendolo a richiamare l’arbitro Fabio Maresca all’on field review per l’assegnazione di un calcio di rigore a favore dell’Udinese, nonostante il VAR Daniele Paterna fosse inizialmente di diverso avviso. Le indagini, sempre secondo Repubblica, starebbero cercando di capire se quello contestato sia stato un episodio isolato oppure parte di una prassi più ampia legata alle cosiddette “bussate” alla vetrata della sala VAR. Su questo filone gli inquirenti starebbero approfondendo diversi elementi, anche attraverso il lavoro della Guardia di Finanza, che avrebbe raccolto documentazione relativa a spese e rimborsi per le trasferte a Lissone di arbitri e addetti VAR, oltre ad aver sentito come testimone anche un tassista.Al momento, però, il quadro resta tutto da chiarire e sarà il lavoro della magistratura a stabilire la reale consistenza delle accuse.

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