Sampnews24
·2 avril 2026
Caputo avverte la Sampdoria: «Serve lavorare tanto, questa situazione va avanti da anni. Su Coda…»

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Francesco Caputo, ex attaccante della Sampdoria, ha parlato del momento delicato vissuto dal club blucerchiato in un’intervista rilasciata a Il Secolo XIX. Il tutto soffermandosi sulla corsa salvezza, sulle difficoltà tecniche e societarie e su alcuni singoli come Massimo Coda e Matteo Brunori. Le sue parole:
SFIDA SALVEZZA – «Sarà una sfida fra squadre in piena lotta salvezza. Delicatissima per entrambe. Quella classifica non è il loro habitat ma, purtroppo, il campionato dice che sono entrambe là. Sarà una partita a chi sbaglia meno, perché potrebbe decidere la stagione».
ALLA SAMP MANCA UN CAPUTO? – «Troppo facile così (ride, ndr). No, piuttosto penso che quando si cambiano 3 tecnici e ci sono mille difficoltà, hai fatto qualcosa di sbagliato dall’inizio. Anzi, da qualche anno, perché la situazione va avanti da tempo. Dispiace vedere il Doria così. Si spera ne possa uscire, il prima possibile».
CODA – «Purtroppo anche io, l’ultimo anno a Empoli, ho vissuto una situazione simile. A volte allenatori, direttori e società stesse si impuntano su certe scelte. Ma Coda potrebbe fare assolutamente comodo alla Samp, come ha dimostrato quando chiamato in causa. Vero, ha la sua età, ma per il livello che c’è in B uno con le sue qualità può fare ancora tanto».
BRUNORI – «A me piace tanto. Ha fatto bei gol e non è mai facile calarsi in una situazione così. Ultimamente giocava poco, da lì la difficoltà nel ritrovare il ritmo gara. Ma può essere un giocatore importante sia per il presente che per il futuro».
EMPOLI – «Hanno cambiato 3 allenatori come la Samp, quindi pure lì qualcosa si è sbagliato. E negli ultimi anni l’Empoli non è stata una realtà abituata a lottare per la salvezza in B, quindi si ritrova in una situazione mai gestita. Auguro anche a loro di venirne fuori».
RITORNO AI MASSIMI LIVELLI – «Non lo so, ma c’è da lavorare tanto. Aver vissuto l’ultimo anno della Samp in A per me è una fortuna, anche se fui costretto a trasferirmi per i ben noti problemi societari. Mi hanno fatto passare come quello che ha abbandonato la nave ma non è così, anzi. La mia cessione diede una mano al Doria in una situazione molto delicata».









































