Calcionews24
·29 avril 2026
Caso arbitri: il mistero di Inter Roma e la presunta lite al VAR

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Come riporta il Corriere dello Sport, nel vortice delle polemiche che stanno scuotendo la classe arbitrale italiana, ha tenuto banco nelle ultime ore anche la delicata questione relativa a Inter-Roma. Al centro del dibattito mediatico c’è il discusso fallo di N’Dicka su Bisseck, un intervento che per i vertici della CAN era da considerare un netto calcio di rigore, ma che non è stato ravvisato sul campo dall’arbitro Fabbri. È fondamentale precisare fin da subito che questa partita non è inserita nelle cinque oggetto di indagine da parte della Procura di Milano.
Tuttavia, la gara era già finita sotto i riflettori. Questo match, infatti, era al centro della lettera/denuncia dell’ex assistente Rocca, che sollevava pesanti dubbi istituzionali su una presunta disparità di trattamento nella gestione della sala monitor: «Perché Rocchi si alza per “bussare” per richiamare Paterna Var e Sozza Avar in Udinese-Parma e invece in Inter-Roma, Gervasoni, supervisore di giornata, non “bussa” ai Var per far assegnare un calcio di rigore netto per l’Inter?».
A infittire ulteriormente il mistero è la ricostruzione fornita nelle scorse ore da Repubblica. All’interno del VOR (Video Operation Room) ci sarebbe stato un acceso e vivace scambio di battute. L’AVAR Piccinini avrebbe richiamato l’attenzione del collega per ben tre volte sul contatto incriminato in area di rigore. La presunta risposta del VAR Di Bello, attualmente da verificare in assenza di prove provate, sarebbe stata perentoria: «Fatti i fatti tuoi».
Questo dialogo, però, non si apprezza nell’audio ufficiale dell’episodio trasmesso durante la trasmissione Open VAR su DAZN. C’è chi ha persino ipotizzato una manipolazione dei file audio, un’accusa che, se fondata, implicherebbe il coinvolgimento di persone terze attualmente assolutamente neanche sfiorate dall’indagine.
Resta, infine, il nodo legato al presunto intervento di Gervasoni. Questa dinamica viene “denunciata” da chi afferma di essere stato testimone, ma resta ancora tutta da dimostrare. Al momento, infatti, l’unico capo d’imputazione ufficiale a carico del supervisore riguarda la partita di Serie B tra Salernitana-Modena. Per fare piena luce, bisognerà verificare se, nella lista della trentina di arbitri, assistenti e VMO ascoltati dagli inquirenti nei mesi scorsi, figurino anche i nomi di Di Bello e dello stesso Piccinini. Bisognerà aspettare il lavoro dei magistrati.









































