Cataldi e la Lazio, un amore tormentato: 11 anni di tira e molla, ora Danilo si prenda ciò che merita | OneFootball

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·15 janvier 2026

Cataldi e la Lazio, un amore tormentato: 11 anni di tira e molla, ora Danilo si prenda ciò che merita

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Cataldi e la Lazio una travagliata storia d’amore. Tante, forse troppe volte, ha dovuto conquistare la fiducia della sua gente

Precisamente 11 anni e 1 giorno fa, il 14 gennaio del 2015, Danilo Cataldi faceva il suo esordio in prima squadra con la Lazio. Un ragazzo, un uomo, che forse negli anni non è mai stato trattato come avrebbe veramente meritato. C’è chi lo reputava un predestinato, chi già immaginava per lui un’intera carriera in biancoceleste.

E vedendolo oggi, a distanza di 11 anni, ancora con l’Aquila sul petto, in un certo senso si può dire che è stato così, ma la sua avventura non è stata di certo lineare. Il numero 32 più volte ha infatti dovuto riconquistare la fiducia di allenatore, società e tifosi.


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Il giovane Danilo, l’esordio e la fiducia di Pioli. La fascia di Capitano e le prime gioie in biancoceleste

In Coppa Italia contro il Torino la sua prima ufficiale con i grandi, da lì ne seguiranno altre 20 in stagione. Con Stefano Pioli trova sempre più spazio come mediano nel 4-2-3-1, al fianco di Lucas Biglia o Marco Parolo. In rosa c’era anche Cristian Ledesma che svolgeva perlopiù un ruolo da collante e leader nello spogliatoio.

Il 9 marzo del 2015, in Lazio-Fiorentina 4-0, si toglie la soddisfazione di indossare per la prima volta la fascia di capitano che gli viene consegnata da Stefano Mauri e Miroslav Klose, un gesto accolto dagli applausi di tutto l’Olimpico.

L’anno seguente, sempre con il tecnico parmense in panchina, saranno 26 le presenze. In un’annata complessa per la Lazio troverà anche la sua prima rete, il 17 dicembre 2015 contro l’Udinese in Coppa Italia. Nel 2016/17 con Inzaghi in panchina colleziona 11 presenze nella prima metà di campionato e a gennaio inizia la parentesi dei prestiti.

Genoa e Benevento, 18 mesi lontano da casa e un’esultanza che genera polemiche

In Genoa-Lazio 2-2, del 15 aprile 2017, il classe 1994 esultò in maniera vigorosa insieme alla sua squadra per la rete segnata da Goran Pandev, un altro ex. Un gesto che non passò inosservato nell’ambiente laziale.

Buona parte dei tifosi scaricarono il giocatore: “Resti a Genova”. Lui da parte sua rispose: “Tifo Lazio, ma sono un professionista”. Caso volle che, nell’esperienza successiva a Benevento, trovò anche la via del gol e lo fece proprio contro la Lazio, sotto la Curva Nord. Su punizione segna la rete del momentaneo 1-1 (match poi terminato 6-2) e chiede scusa alzando le braccia, all’Olimpico c’è qualche mugugno.

Il ritorno alla Lazio, per Inzaghi una riserva di lusso. Il gol nel derby e i trofei

Dal 2018 al 2021, ancora con Inzaghi, Danilo è spesso una riserva di lusso, considerando che davanti ha un calciatore del calibro di Lucas Leiva. Riuscirà comunque a togliersi delle soddisfazioni, il 1 marzo 2019 segnò il 3-0 nel derby contro la Roma.

Il 15 maggio dello stesso anno vince la Coppa Italia. Il 22 dicembre a Riyad la Supercoppa Italiana da protagonista, suo il gol dell’1-3 su calcio di punizione contro la Juventus.

Sarri sulla panchina e le stagioni da protagonista, poi un altro prestito

Percorrendo velocemente le stagioni con Maurizio Sarri a Roma si vede come Danilo Cataldi sia un fedelissimo del Comandante, 42 presenze nel 2021/2022, 39 apparizioni nel cammino che ha portato fino al secondo posto in classifica. Altre 37 nell’avvicendamento con Igor Tudor.

Arrivati poi nell’estate del 2024, con l’approdo di Baroni nella Capitale, c’è un altro prestito, questa volta a Firenze, un addio rimpianto a più riprese dai laziali nel corso dell’anno, considerando che spesse volte gli unici centrocampisti disponibili sono stati Nicolò Rovella e Matteo Guendouzi.

Oggi Danilo si sta riprendendo la Lazio, nella speranza che sia per sempre

Il mancato riscatto della Viola e il ritorno di Maurizio Sarri riportano Cataldi in pianta stabile in biancoceleste. L’infortunio di Rovella nel derby consegna le chiavi del centrocampo al romano, che a quasi 32 anni può finalmente riprendersi la sua Lazio.

In un periodo di alti e bassi lui prova a tenere alta la bandiera, non è di certo un fenomeno, non lo è mai stato, ma la sensazione è che troppe volte non gli sia stato riconosciuto quanto meritasse.

Oggi la storia d’amore sembra aver raggiunto nuovamente una stabilità, nella speranza che questa volta sia per sempre, che la sua carriera possa chiudersi proprio con la sua squadra del cuore, un laziale tra i laziali, ma il passato ci ha insegnato ad aspettare prima di dire l’ultima parola.

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