PianetaSerieB
·5 février 2026
💪🏻 Cesena, Vrioni: “Fusco mi ha voluto qui. MLS grande esperienza, ormai è vicina ai top campionati”

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·5 février 2026

Il nuovo attaccante del Cesena Giacomo Vrioni si è presentato alla stampa e ai tifosi nel corso di una conferenza.
Ecco le parole, riprese da TMW:
Arrivi dagli Stati Uniti, dove hai giocato negli ultimi anni, e hai lavorato con Fusco. Ti chiedo se è più la proprietà che ha spinto per questo trasferimento o se è stato più il direttore, visto che sono due territori che conosci.“Ma tutte e due, perché alla fine lavorano insieme, non in maniera separata. È chiaro che il direttore Fusco mi ha cercato, mi ha voluto e questo è stato uno dei tanti motivi per cui sono qui oggi”.
Sei nato a San Severino Marche, lo stesso posto dove è nato Fabrizio Castori, uno che ha fatto la storia da queste parti. Hai cambiato tante squadre nella tua carriera. Che importanza può avere la tappa di Cesena?“Fondamentale, perché a Montreal avevo chiuso il cerchio a livello contrattuale, avevo finito una tappa. La scelta di Cesena è stata perché è la squadra che mi ha voluto di più, ed è stata una scelta anche a livello personale. Non ci ho pensato due volte”.
Hai scelto il numero 22, c’è un motivo particolare? Poi ritrovi due compagni della Juventus 23 come Olivieri e Frabotta, li hai sentiti durante la trattativa?“Non li avevo sentiti sinceramente, però mi ha fatto piacere ritrovarli perché abbiamo avuto la fortuna di stare insieme molto in prima squadra nel periodo della Juve. Il 22 è la data in cui doveva nascere mio figlio Thomas, che poi ha deciso di nascere dieci giorni prima. I numeri che volevo erano occupati e sono andato sul 22”.
Cosa conosci del Cesena squadra e città?“Vengo da un paese vicino, non è lontanissimo. Ho un bel ricordo perché quattro anni fa ero venuto a vedere mio fratello quando giocava a Matelica, venne a giocare il Cesena. Mi è rimasto impresso lo stadio, i tifosi, la Curva Mare. Avevo tanta voglia di saltare in campo quel giorno. Speriamo di farlo già da domani sera”.
Che tipo di giocatore sei? E la Juve è stata più illusione o delusione? Cosa non ha funzionato e come hai scelto di ripartire dal campionato americano?“Credo di essere un attaccante mobile, ma non mi piace molto parlare delle mie caratteristiche, preferisco che ci pensino gli altri. Io cerco sempre di dare il massimo in campo, sia in allenamento che in partita. Per quanto riguarda la Juve, non credo che non abbia funzionato nulla. Sono stato due anni in prima squadra dove ho avuto il piacere di condividere lo spogliatoio con dei grandi campioni. È chiaro che a vent’anni preferisci giocare, ma la Juve ti dava la possibilità di allenarti e crescere con giocatori incredibili. Quell’esperienza e quella mentalità me le sono portate dietro nel campionato austriaco, dove poi ho vinto il titolo di capocannoniere con il WSG Tirol”.
La tua storia si può assimilare a quella di Cristian Shpendi, venite dalla stessa zona. Hai sentito parlare di lui negli anni? Che gruppo hai trovato a Cesena?“Sì, avevo sentito parlare di entrambi i fratelli, essendo albanesi. Mi faceva piacere che stessero facendo bene, soprattutto Cristian che mi pare avesse vinto il titolo di capocannoniere due anni fa. Mi fa piacere vedere un ragazzo nato e cresciuto qui, con genitori che si sono trasferiti per cercare un futuro migliore come i miei. Per quanto riguarda il gruppo, ho trovato un gruppo sano che ha voglia di migliorarsi, unito e che ha voglia di far bene per il Cesena”.
Raccontaci l’esperienza negli Stati Uniti. Come stai visto che non giochi da un po’?“È stata un’esperienza positiva. È un campionato che sta crescendo tantissimo negli ultimi anni, si avvicina molto ai 4-5-6 campionati top europei. Cresce ogni anno e farà parlare di sé nei prossimi anni sicuramente. Mi sento bene, ho cominciato ad allenarmi con la squadra. Speriamo che vada tutto bene domani”.
Sei pronto per giocare?“Non lo so, ho fatto solo due giorni con la squadra quindi è difficile dirlo. Però ho fatto tre mesi e mezzo allenandomi molto forte da solo con il mio preparatore per cercare di star pronto quando sarei stato chiamato dal Cesena”.
C’è qualche calciatore che ti ha colpito e che ha forgiato la tua carriera?“È sempre stata una passione di famiglia. Mio zio mi ha dato quella spinta in più facendomi vedere videocassette di attaccanti: Ronaldo il fenomeno, Bobo Vieri, Adriano. Un attaccante che seguo molto adesso è Haaland del Manchester City, che secondo me è uno dei centravanti più forti, se non il più forte che il mondo ha adesso. Fa sempre piacere vederlo quando gioca.”








































