Calcio e Finanza
·26 mai 2026
Champions, i premi minimi per le italiane: Inter al top, poi Roma, Napoli e Como

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·26 mai 2026

Con la fine del campionato di Serie A, sono ufficiali le squadre italiane qualificate alla nuova edizione della UEFA Champions League, la terza dall’introduzione del format che prevede una classifica unica e 36 squadre partecipanti. Tra le formazioni in gioco ci saranno anche Inter, Napoli, Roma e Como, che prenderanno parte al lungo viaggio che porterà alla finale di Madrid (allo stadio Metropolitano) il 5 giugno 2027.
Il nuovo format del torneo, introdotto a partire dalla stagione 2024/25, ha portato a due conseguenze: più partite in programma, a cominciare già dalla prima fase (otto gare per ogni club, contro le sei che hanno caratterizzato la fase a gironi fino alla stagione 2023/24) e maggiori ricavi dalla competizione. La UEFA ha infatti annunciato la distribuzione di 2,47 miliardi di euro alle società, contro i circa 2 miliardi a stagione versati nel ciclo 2021-2024.
Soldi che hanno contribuito ad arricchire le casse di Inter, Juventus, Atalanta e Napoli nel 2025/26. Ma quanto incasseranno effettivamente le italiane presenti nel 2026/27? A quanto ammontano i bonus minimi nella competizione per i club della Serie A nella prossima edizione del torneo? Calcio e Finanza ha stimato i premi UEFA minimi dalla partecipazione alla competizione per le quattro formazioni nostrane, una stima realistica ma che sarà poi “aggiustata” eventualmente ad agosto, quando saranno note tutte le 36 partecipanti al torneo.
Iniziando con il bonus per la partecipazione, ciascuno dei 36 club che sarà qualificato per la prima fase riceverà 18,62 milioni di euro (cifra in crescita rispetto ai 15,64 milioni del ciclo 2021-2024), quota suddivisa in un acconto iniziale di 17,87 milioni di euro e un saldo successivo di 750.000 euro.
Passando ai bonus per i risultati, ricordiamo che le vittorie (2,1 milioni) e i pareggi (700mila euro) valgono un po’ meno rispetto al ciclo precedente (rispettivamente 2,8 milioni e 930mila euro). Tuttavia, un bonus extra è previsto per il piazzamento nella classifica finale: ogni club riceverà una somma basata sulla sua classifica al termine della prima fase.
L’importo totale disponibile per il bonus sarà diviso in 666 quote uguali. Il valore iniziale di ogni quota sarà di 275mila euro. La squadra con la classifica peggiore (ultimo posto) riceverà una quota (275mila euro), cifra che è stata considerata nelle stime sui ricavi minimi. Eventuali risparmi derivanti dai pareggi prima fase aumenteranno proporzionalmente il valore iniziale delle quote distribuite per ogni posizione, cosa che verosimilmente accadrà, come successo nelle prime due edizioni con il nuovo format.
Infine, i ricavi minimi si completano con le somme derivanti dal “value pillar”, un nuovo segmento pensato dalla UEFA per accorpare market pool (il valore del mercato dei diritti televisivi), il ranking quinquennale e il ranking storico/decennale. La somma complessiva che sarà distribuita andrà divisa in due parti:
Per calcolare la quota europea spettante alle italiane, siamo partiti da due assunti. Il primo riguarda la divisione della cifra totale che sarà distribuita per il pilastro “value” tra parte europea e parte non europea. Secondo quanto comunicato dalla UEFA nei documenti sui premi del torneo, gli 853 milioni di euro da distribuire sono così ripartiti: parte europea al 73% (623 milioni di euro circa) e parte non europea al 27% (230 milioni di euro circa).
Il secondo assunto riguarda invece la posizione del mercato italiano dei diritti tv della Champions League rispetto agli altri mercati nazionali. Considerando il market pool complessivo della passata stagione e avendo verificato – sulla base delle indiscrezioni di stampa – un sostanziale mantenimento dello status quo anche per il ciclo 2024-2027, abbiamo posizionato il mercato italiano dei diritti tv al quinto posto per valore dietro a Francia, Inghilterra, Germania e Spagna.
Partendo da questi presupposti, e considerando le squadre che si sono qualificate per la prossima edizione della UEFA Champions League, l‘Inter incasserà oltre 32 milioni di euro complessivi, mentre la Roma toccherà quota 30,5 milioni di euro. Saranno invece 24,8 i milioni per il Napoli e chiuderà il Como a quota 18,4 milioni di euro. I nerazzurri sono favoriti in questa distribuzione dagli ottimi risultati maturati nel torneo durante le ultime stagioni. Bene anche i giallorossi, che hanno sempre preso parte alle competizioni UEFA, seppur non in Champions.
Aggiungendo all’ultima voce descritta anche i bonus per la partecipazione e i bonus minimi per i risultati (l’ultimo posto in classifica) scopriamo che le italiane incasseranno complessivamente 181 milioni di euro dalla partecipazione alla Champions League 2026/27. Questa somma – che potrà essere definita con precisione ancora maggiore una volta note tutte le 36 squadre partecipanti – sarebbe garantita anche in caso di ultimo posto in classifica e otto sconfitte nel girone unico, eventualità decisamente remota, motivo per cui i ricavi sono destinati a crescere.
Ecco i bonus minimi su cui potranno contare i club italiani per la partecipazione alla Champions League 2026/27, dagli oltre 50 milioni per l’Inter ai 37 milioni per il Como:
Va ricordato che le cifre in questione tengono in considerazione solamente i premi derivanti dalla UEFA per i risultati sportivi. L’impatto della Champions League sui conti di un club calcistico si estende però oltre il risultato e passa anche dal botteghino. Le quattro sfide casalinghe della prima fase possono portare ai club (con distinguo da fare in base agli stadi ospitanti) introiti fino a 15-20 milioni di euro.







































