Juventusnews24
·23 mai 2026
Che fine hanno fatto i giocatori della Juve che non si sono qualificati in Champions League l’ultima volta?

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Il calcio romantico degli anni Duemila ha vissuto momenti di profonda transizione, e la memoria dei tifosi bianconeri torna spesso a una delle annate più complicate della storia recente del club. Ricordare quel periodo serve a comprendere la straordinaria rinascita che ne è conseguita. Molti appassionati si chiedono infatti cosa fanno ora i giocatori della Juventus che non hanno ottenuto l’accesso alla Champions League nella stagione 2010/2011, un’annata chiusa con un amaro settimo posto in classifica sotto la guida di Luigi Delneri.
Quella squadra, pur ricca di campioni, non riuscì a trovare la giusta quadra sul terreno di gioco, mancando l’Europa che conta. Oggi, a distanza di anni, le strade di quei protagonisti si sono divise tra chi è rimasto nel mondo del calcio e chi ha scelto percorsi completamente diversi. Il capitano di quell’organico, Alessandro Del Piero, è diventato un apprezzatissimo opinionista televisivo a livello internazionale e un imprenditore di successo, rimanendo sempre un’icona indelebile per il brand Juventus.
Altri senatori dello spogliatoio hanno invece intrapreso la carriera manageriale o tecnica. Gianluigi Buffon, che visse da leader quel momento di difficoltà, ha assunto ruoli dirigenziali di spicco all’interno della Nazionale italiana, mentre Giorgio Chiellini, dopo aver chiuso la carriera negli Stati Uniti, è tornato a vestire i panni istituzionali proprio dietro la scrivania della Juventus per occuparsi di management calcistico. Anche l’allora centrocampista Claudio Marchisio si è distinto fuori dal campo, diventando un imprenditore nel settore della ristorazione e un opinionista sportivo di grande successo.
Non mancano i componenti di quella rosa che hanno deciso di sedersi in panchina. Giocatori come Alberto Aquilani e Fabio Grosso hanno iniziato percorsi importanti come allenatori, guidando diverse formazioni italiane e cercando di trasmettere ai giovani l’esperienza accumulata nei momenti d’oro e in quelli più bui della propria carriera. Altri elementi meno centrali di quel progetto, come Miloš Krasić o Jorge Martínez, hanno preferito ritirarsi a vita privata nei loro paesi d’origine, lontano dai riflettori del grande calcio europeo.
Analizzare le traiettorie umane e professionali di quel gruppo dimostra come il legame con la Juventus resti indissolubile. Nonostante l’enorme delusione sportiva vissuta in quella specifica annata, la maggior parte di quegli atleti è riuscita a reinventarsi con successo, dimostrando che il carattere e la mentalità sviluppati a Torino si rivelano decisivi anche nella vita di tutti i giorni.
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