Como, Fabregas: “Testa al Cagliari, all’Inter penseremo dopo! Kempf? Sta bene, si è allenato” | OneFootball

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DirettaFanta

·5 mars 2026

Como, Fabregas: “Testa al Cagliari, all’Inter penseremo dopo! Kempf? Sta bene, si è allenato”

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Il Como si prepara ad affrontare il Cagliari nella sfida di sabato 7 marzo alle ore 15. Cesc Fabregas ha presentato la gara in conferenza.

Dopo il pareggio per 0-0 contro l’Inter nella semifinale di Coppa Italia il Como si prepara ad affrontare il Cagliari nella sfida in programma sabato 7 marzo alle ore 15 e valida per la 28a giornata di Serie A. Cesc Fabregas ha presentato così la sfida in conferenza stampa, ecco le sue parole.


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Como, le parole di Fabregas

Dove si può migliorare ancora per il secondo round con l’Inter? Dossena e Mazzitelli invece con il Cagliari giocheranno contro di voi… “Non parlo più dell’ultima partita, è già passata. Ora si mette da parte, aspettiamo quando arriva il momento. Per il Cagliari partita molto importante per noi. Noi siamo in crescita, vogliamo continuare così, con il Cagliari ultima partita di un percorso dove non ci si aspettava di giocare una partita ogni 4 giorni per 63 giorni. Non ce l’aspettavamo quando abbiamo preparato la squadra. Nove vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, quella che abbiamo meritato di perdere contro la Fiorentina. Per il resto con il Cagliari mi aspetto una partita molto simile all’andata. Io conosco molto bene Pisacane, sta facendo un grandissimo lavoro al Cagliari. Speriamo di giocare con le nostre carte, proviamo a portare a casa tre punti”.

Ma della valorizzazione dei giovani ne avete parlato insieme? “Abbiamo parlato di come approcciare con i giovani. Ne abbiamo parlato al corso a Coverciano. Dinamiche e mondi nuovi per noi, si parla, lui aveva fatto molto bene in Primavera, io anche ho allenato la Primavera. È una questione particolare, questa nuova generazione è un po’ diversa. Continuiamo sempre a parlare per confrontarsi e prendere nuove idee”.

Ora come si affronta il Cagliari in così poco tempo? Non siete abituati… “Come non siamo abituati? Noi vogliamo preparare e vincere la partita con il calendario che ci han dato. Vogliamo trovare sempre la soluzione, io mi fido di tutti: possono giocare tutti o entrare. Poi magari c’è chi è più pronto, con le caratteristiche giuste. Abbiamo dimostrato ciò con le nostre capacità, son convinto che possiamo farlo ancora sabato”.

Da cosa dipenderanno le scelte? Anche in base alla forma… “C’è chi recupera meglio di altri. Io devo provare chi è preparato, chi no. C’è chi ha fatto 3 partite e tutte bene invece. Io mi devo fidare dei giocatori, loro si devono prendere la responsabilità di darmi quanto serve. Poi c’è la partita, ognuna presenta un contesto diverso. Siamo in un momento della stagione dove siamo tutti stanchi, hai giocato 8 mesi e poi ci giocheremo la Coppa andando a Milano. Dobbiamo goderci il momento, ma è il momento di pedalare”.

Ripensandoci, avresti voluto di più a vincerla contro l’Inter? Nel secondo tempo soprattutto… “Occasione persa? No, sinceramente no. Abbiamo preparato la partita in una maniera, si può fare meglio o peggio, dopo la partita poi siamo tutti fenomeni a parlare. Abbiamo giocato tanto contro l’Inter, sappiamo che squadra è, che ti aspettano a pressare lì. Abbiamo giocato contro l’Inter una semifinale di Coppa dopo 40 anni, abbiamo avuto 3 grandissime occasioni per fare gol, anche con Nico Paz e loro non sono arrivati in porta.

Rimpianto? Mi piacerebbe sapere quante volte negli ultimi anni l’Inter ha fatto 0,07 xG. Ma se fossimo andati a testa persa negli ultimi minuti e loro avessero fatto 0-1 io non avrei dormito. Ma come si trovavano Sergi Roberto, Nico Paz, Caqueret… se siete abituati a vedere sempre una squadra che fa questo con l’Inter, ben per voi. Poi non siamo stati bravi con Vojvoda e Valle per fare il gol e andare 1-0 al ritorno, ok. Ma non è atteggiamento o tattica, ma qualità nell’ultima parte di gioco. Quest’anno abbiamo fatto più gol di quello che avevamo fatto in passato.

Comunque grande partita della squadra, oggi se giochi anche con la squadra più scarsa del mondo ti fanno due tiri. Abbiamo controllato molto bene l’Inter, sono contento della prestazione, ma se c’è gente molto esigente che la pensa in maniera diversa… io poi sono aperto a tutto. Ma avremmo meritato di vincere 1-0. Dispiacere? Sarebbe più grande se avessimo perso 0-1. Dopo 40 anni andiamo a Milano tra 7 settimane a giocarcela. È impossibile? Niente è impossibile. Quando arriverà il momento la prepareremo con la consapevolezza giusta”.

Kempf è migliorato? Tutti stanno bene? “Sta bene, si è allenato oggi. Non si è allenato martedì. Però tutti bene. Io sono contentissimo anche se ho 20 giocatori, ma numero perfetto per preparare le partite. Creiamo fondamenti e principi comunque, siamo in una seconda parte dove si può iniziare a vedere fin dove possiamo spingerci. Ma possiamo scoprire chi siamo, andiamo a vincere e spingere fino alla fine. Dobbiamo trovare sempre soluzioni, chi è più preparato in questo momento per vincere sarà sempre la mia prima scelta”.

Giovani in prestito: meglio affrontare la crescita in un club di Serie B o subito in A? Ad esempio Palestra o Camarda… “Ogni giocatore è un mondo. Se pensiamo che un giocatore sia preparatissimo, andrà in A. Ma deve giocare, è quello l’importante. Rispoli al Catanzaro? Per Aquilani e l’ambiente, abbiamo lo staff che analizza le partite. Entra o non entra, nessuno ti dirà che giocherà 50 partite, se lo devono guadagnare tutti i giorni in allenamento. C’è anche il fisico: alcuni sono più preparati e altri no. Anche a livello mentale. È uno studio, non si può sbagliare la decisione. Può andare anche bene, ma se va al contesto sbagliato? Magari non si vede più e abbiamo perso un talento. Non c’è una cosa meglio dell’altra”.

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