Juventusnews24
·9 avril 2026
Condò: «Fagioli centrocampista da Barcellona come dice Paratici? Sicuramente più di Locatelli»

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Il nuovo corso della Fiorentina, segnato dall’arrivo di Fabio Paratici in dirigenza, continua a generare dibattiti e grandi aspettative. Ai microfoni di RadioFirenzeViola, Paolo Condò ha analizzato il profilo del neo-dirigente toscano, da lui intervistato stamani, sottolineando come la sua fame di successi possa sposarsi perfettamente con le ambizioni della piazza e le strutture all’avanguardia del club.
Condò vede nell’ex Juventus un uomo desideroso di dimostrare ancora il proprio valore: «Paratici è un uomo a caccia di rivincite. Ha un passato solido, da vincitore. E credo che la Fiorentina giustamente si aspetti molto da lui, come lui si aspetta molto dalle potenzialità di questa piazza. L’idea di portare tra qualche anno, grazie al Viola Park, un numero rilevante di calciatori in prima squadra, è quello che succede in tanti grandi club, e lui cerca questo. Ritengo che per la Fiorentina sia un bel colpo portare a casa un dirigente del genere».
Il focus si è poi spostato sul campo, in particolare sulla suggestiva definizione data da Paratici a Nicolò Fagioli, accostato allo stile del Barcellona. Per Condò, pur trattandosi di una provocazione, il paragone tecnico regge: «Nicolò Fagioli davvero da Barcellona come dice Paratici? Penso fosse un’iperbole, certamente come stile di gioco ci si avvicina, è un calciatore di palleggio. Al netto delle disavventure vissute è il tipo di centrocampista che corrisponde all’identikit blaugrana, molto più anche di Locatelli che in Nazionale gioca in quel ruolo».
Infine, un retroscena personale sul carattere del centrocampista, invitato a liberarsi di un’eccessiva rigidità emotiva per completare la sua evoluzione: «Tra l’altro ho incontrato anche Fagioli nella visita al Viola Park e l’ho invitato a sorridere un po’ di più. Il suo è un calcio freddo, razionale, di visione ma che ha bisogno di un’interpretazione più calda. Mi ha fatto piacere vederlo sorridere dopo il gol a Verona».









































