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·25 avril 2026
Conferenza stampa Allegri pre Milan Juventus: «Vincere è straordinario, ma in Italia conta stare nei primi 4. Leao? Non si giudica da un’annata»

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La conferenza stampa Allegri pre Milan Juventus. Le dichiarazioni dell’allenatore rossonero alla viglia del match di domani a San Siro delle 20.45.
PARTITA – «Il calcio è imprevedibile. Magari viene fuori un gol subito e la partita si stappa da sola. È sempre Milan-Juventus, una delle partite più importanti del campionato, in un momento in cui sia noi che loro ci giochiamo un posto tra le prime quattro. L’arrivo di Spalletti gli ha dato un qualcosa in più e stanno facendo un ottimo campionato».
QUALITA’ MILAN – «Non è una partita snodo, per la matematica servono 7 punti o meno, lo vedremo cammin facendo. È una partita bella, da vincere. Ma la partita più importante di questo fine campionato è stata quella di domenica scorsa a Verona. Per quanto riguarda le parole di Gabbia, al Milan bisogna lavorare per il massimo traguardo, con la massima ambizione. Dobbiamo lavorare tutti i giorni per migliorare, l’anno prossimo partiremo da una buona base. Con la società c’è sempre confronto aperto, scambio di idee, una base solida ce l’abbiamo. La rosa è formata da ottimi giocatori sotto l’aspetto tecnico e morale, da lì dobbiamo ripartire».
‘SECONDI PRIMI PERDENTI‘ – «Non commento le parole di Antonio, sta facendo un ottimo lavoro anche quest’anno. Vincere è una cosa straordinaria. Per una società di calcio in questo momento in Italia è fondamentale essere nelle prime 4. A livello tecnico, sportivo e a livello economico è molto importante. Poi vedremo se a fine anno saremo arrivati secondi, terzi, quarti… Speriamo non quinti (ride, ndr). Finché non c’è la matematica bisogna rimanere con i piedi per terra. C’è la Juventus, il Sassuolo, che è una trasferta storicamente storica, l’Atalanta in casa, il Genoa e poi il Cagliari. I punti vanno conquistati sul campo. Domani c’è la Juve, bisogna fare un passettino alla volta».
SCUDETTO ANNO PROSSIMO – «Parlare ora di mercato non serve a niente. In questi momenti sei preso dal finale di stagione e dagli obiettivi… Matematicamente non possiamo raggiungerlo domani, ma una volta raggiunto saremo tutti più lucidi per valutare le cose. Quando ti metti a tavola in questo momento per un confronto sei anche un po’, non destabilizzato, ma vedi le cose in maniera meno chiara perché sei preso dal momento della stagione».
JUVE – «La Juventus sta facendo molto bene sotto l’aspetto del gioco e della solidità, credo non prenda gol da tre partite. Speriamo domani lo prendo. Ora non bisogna più pensare agli attaccanti o ai difensori o ai centrocampisti. Bisogna pensare solo al risultato finale, il resto non conta niente».
SECONDO POSTO – «Io so solo una cosa e dobbiamo rimanerci assolutamente concentrati: dobbiamo entrare nelle prime quattro. Poi faremo il massimo per arrivare secondi, se non ci riusciremo qualcun altro sarà stato più bravo. Ma non dobbiamo focalizzarci sull’evento singolo. L’importante è raggiungere il risultato, bisogna essere concentrati solo sue questo. Tutti bisogna pensare solo a questo».
DOMANI – «Io credo che la mia squadra non si sia mai spenta. Abbiamo fatto 24 partite senza perdere, poi nel girone di ritorno ne abbiamo perse 4, che è la cosa che fa vedere le cose in modo diverso. Ma il risultato è dato dalla somma dei punti, poi se li fai prima o dopo cambia un po’ come si vedono le cose. I punti fatti dal Milan sono 66. Ma poi è normale che se su 14 partite ne perdi 4 devi fare delle riflessioni. Nel calcio ci sono sono momenti in cui magari all’andata di quelle 4 partite ne pareggiavi 2, ora ne perdi 4. Poi se vai a vedere la classifica siamo tre punti davanti alla Juventus, ma non so cosa succederà domani sera, e tre punti dietro al Napoli».
FUTURO – «È normale che quando ci vediamo parliamo dell’annata, delle situazioni che ci sono state, delle possibilità che ci sono l’anno prossimo. Ma parlare di mercato ora è poco rispettoso. Non devo parlare io di mercato, c’è una società che lavora. Ma poi abbiamo una rosa di ragazzi straordinari che hanno riportato il Milan in una zona di classifica consona e che l’anno prossimo potrebbe giocare la Champions. Tutto quello che si legge da qui a fine anno non è vero. La società ha lavorato bene e la rosa è competitiva: non lo dico io, lo dicono i risultati che mettono il Milan nelle prime quattro».
CAMPIONI (RABIOT E MODRIC) – «I giocatori non sono come le macchine, che arrivano e vanno. Ci sono giocatori di grande esperienza a cui la maglia del Milan non pesa. Poi ci sono situazioni, come Jashari: la società ha fatto un grande investimento per un giocatore di ottimo valore. Ha avuto l’infortunio, è rientrato, ha avuto meno spazio… Ma non è che è diventato scarso. Ha trovato difficoltà, ha grandi potenzialità: sarà un giocatore importante per il Milan del futuro, così come De Winter è cresciuto molto e Athekame è cresciuto molto. La società ha mixato giocatori di esperienza con giocatori da far crescere. Poi tutto si può migliorare».
YILDIZ – «Ha qualità importanti. Non è che io ho lanciato… In quel momento lì la Juve ha lavorato bene dall’attività di base alla seconda squadra, dove sono stati portati in prima squadra giocatori di valore. Tutto sta nel lavoro di chi sta al di sotto della prima squadra. Penso che Yldiz possa comunque fare ancora molto meglio».
ASPETTATIVE – «Le aspettative della società, dei tifosi e di noi stessi sono quelle di poter vincere. Quando lavori in un grande club che ha storia e vittorie la tua ambizione è di puntare a vincere. Se fai così ottieni il massimo per quello che puoi fare. Alla fine vince uno solo, la vita è fatta di cicli. L’inter è sei anni che lavora e bisogna fare i complimenti, il Milan 4 anni fa ha vinto lo scudetto. Ma finire la stagione nei primi quattro e in questo momento mancano ancora dei punti».
PAVLOVIC – «È un giocatore che è molto migliorato quest’anno, è un giocatore che vuole migliorare. In questo momento è uno dei difensori molto bravi che ci sono in giro per l’Europa».
LEAO – «Rafa, come tutti gli altri, si è sempre messo a disposizione. Non dimentichiamoci che a novembre ha avuto questo problema pubalgico. È stato molto bravo a mettersi a disposizione. Rafa non è che viene giudicato per questa annata. Esistono annate in cui va tutto bene o malissimo. Io dico sempre: un giocatore bravo rimane bravo, un giocatore scarso rimane scarso. E Rafa è un giocatore bravo».
MOMENTO NEGATIVO – «All’interno della stagione c’è un momento di difficoltà: noi l’abbiamo passato con quelle due sconfitte, soprattutto con quella brutta in casa contro l’Udinese dove abbiamo preso 3 gol senza neanche accorgersene. Ma non voleva dire buttare a mare tutto. Per questo dico che bisogna avere equilibrio: i ragazzi sono stati bravi, giocare a Verona in quel momento lì non era assolutamente semplice».
PULISIC – «Per quanto riguarda la condizione fisica è migliorata da parte di tutti. Gimenez dopo sei mesi fermo non ha una condizione ottimale per il ritmo partita. Pulisic nelle ultime partite ha fatto decisamente meglio: il calcio è bello perché con un azione o una partita si rovescia tutto, nel bene o nel male. Dobbiamo fare una grande partita contro una grande squadra come la Juventus».
SOLD OUT DOMANI – «Per quanto riguarda i tifosi bisogna solo che ringraziarli, hanno sempre riempito lo stadio dall’inizio: se dovessimo arrivare in Champions sarebbe un merito di tutti, anche loro che ci hanno accompagnato in questa annata. Mi fanno piacere quelle parole. Questa squadra ha un pregio: mette sempre il massimo nell’impegno. Quello che la squadra ha, lo metterà in campo».
DESIDERIO PIE’ GRANDE PER FINE ANNO – «Quello di arrivare tra le prime quattro (ride, ndr)».
COSA DIRE AL TIFOSO PER QUESTI ANNI SENZA TROFEI – «Che il quarto posto, come il terzo o il secondo non è da albo d’oro: solo chi vince ci va. Sono arrivato quest’anno, insieme alla società stiamo facendo un buon lavoro, c’è una buona fase. L’ambizione da parte di tutti è di avere una buona base per l’anno prossimo e avere l’ambizione per andare a lottare, come abbiamo fatto quest’anno, per vincere. Poi a fine anno devi chiederti dove si è sbagliato. L’errore non da fare è di andare ad analizzare in modo troppo negativo le cose che sono state fatte, col rischio di buttare anche le cose positive fatte quest’anno. E ripeto: non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, importante sportivamente ed economicamente per rinforzare la squadra e per riportare il Milan agiocare una competizione in cui è di casa, e quindi dobbiamo fare ancora dei risultati».
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