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·30 mars 2026

Conferenza stampa Gattuso pre Bosnia Italia: «Pensiamo ad essere concreti. Se non ci qualifichiamo… Paura? Rispondo così»

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Conferenza stampa Gattuso pre Bosnia Italia: «Pensiamo ad essere concreti. Se non ci qualifichiamo…». Segui le ultimissime

Il clima si fa rovente in vista dell’appuntamento decisivo per il calcio azzurro. Nella serata di oggi, intorno alle ore 19:30, il Commissario Tecnico della Nazionale italianaGennaro “Rino” Gattuso, ex giocatore del Milan, si è presentato davanti ai microfoni della sala stampa per analizzare l’imminente finale playoff valevole per l’accesso ai Mondiali 2026. L’avversario di turno sarà la Bosnia, un ostacolo ostico che separa gli Azzurri dal sogno iridato.

SENSAZIONI – «Uguale a quando eravamo a Bergamo, cambia poco. Oggi ci giochiamo tanto, lo sappiamo io, il mio staff, i miei giocatori. Giochiamo contro una squadra forte, con giocatori di qualità, forti fisicamente. Ci vuole una grandissima Italia per riuscire a coronare il sogno di tornare ai Mondiali».


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I MOTIVI PER ESSERE POSITIVI – «Spero di non deluderli, scenderemo in campo con grande voglia e veemenza. È l’aspetto più importante della nostra storia calcistica, siamo diventati campioni pur non essendo i più forti, ma con grande cattiveria agonistica e sofferenza. Non deve mancare questo».

PAURA – «Quando fai il calciatore o l’allenatore… Le partite sono difficili, soprattutto quando non puoi sbagliare, non puoi fallire. Poi puoi dire quel che vuoi ai calciatori. Loro vanno in campo e tatticamente l’altra sera l’abbiamo sbagliato. Secondo me qualche problematica, sotto l’aspetto tattico, l’abbiamo trovata. Siamo stati molto bravi, la verità è una sola. Parlo del mio percorso: noi sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. In sette mesi questa squadra nell’annusare il pericolo, lavorare in maniera diversa, è migliorata. Forse non abbiamo giocato in maniera ultra-offensiva e ci sta essere meno brillanti. Preferisco in questo momento una squadra che stia bene in campo, che soffra meno, per essere meno belli. Pensiamo ad essere concreti».

SUL TERRENO DI GIOCO – «Non dobbiamo pensare a quello. È un alibi. Se il campo è brutto lo è per entrambi, la partita bisogna giocarla. Se pensiamo al campo, alla tribuna… No, è da deboli. L’ho visto il campo e può andare. Io ho fatto un anno qui vicino, so bene cosa vuol dire. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l’Hajduk. Sinceramente anche se fosse stato brutto possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro».

IL CT DELLA BOSNIA HA DETTO CHE PIAZZERA’ IL BUS? – «Sergej Barbarez è un grande giocatore di poker… Lo apprezzo. Giocava attaccante, capelli biondi, al Leverkusen, all’Amburgo. È un allenatore preparato, si sa far volere bene, entra nell’animo dei suoi calciatori. Era un giocatore importante, con la maglia della Nazionale penso che abbia fatto 45-47 partite, segnato diversi gol. Lasciamo stare i discorsi della polemica con Dimarco, quelle sono stupidaggini. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Abbiamo sempre saputo che la Bosnia è di qualità, fisica, quando ti viene addosso si fa sentire. Sa soffrire e sa giocare, i due attaccanti, quando devono ricevere il cross, sanno muoversi molto bene. Per legare il gioco fanno robe interessanti con Dzeko. Sanno cosa devono fare. Scherzava? Lo avevo capito. Gli sto facendo un complimento, mi piace molto come personaggio».

COSA SUCCEDE SE NON CI QUALIFICHIAMO? – «Non credo sia la sede adatta. Sicuramente posso parlare di me, sarà una delusione. Una mazzata importante, dovrò assumermi le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parleremo dopo. Per ora la testa non ce la siamo spaccata, se succederà ci metteremo i punti. C’è gente preposta a dire cosa succederà, il mio pensiero lo tengo dentro di me».

SE RIESCO A CAPIRE MEGLIO LA MENTALITA’ BALCANICA ESSENDO STATO AL’HAJDUK? – «Io sono stato bene all’Hajduk, quello che vedo nella nazionale bosniaca è un mix. Di giocatori forti fisicamente. Ho fatto giocare tantissimi giovani, non hanno paura, sono sfacciati. Hanno grande forza fisica, mi aspetto questo. Perché ha queste caratteristiche qui».

DZEKO – «Ho una buona amicizia da qualche anno, la stagione scorsa quando ero all’Hajduk poteva venire a giocare qui. I primi anni che ci parlavo avevo percepito lo spessore dell’uomo, come calciatore lo conoscete tutti. Come uomo non mi sorprendono le parole, ha grandissimi valori. Penso che stamattina non si sia smentito. Complimenti a lui per quello che ha fatto e sta facendo. Ma anche per lo spessore dell’uomo. Loro sono qui, si giocano la loro partita, nel loro stadio. Ripeto: quello che è successo non mi è piaciuto per questo motivo. Non è capitato niente, Dimarco era là con i suoi famigliari, tranquillo, è successo quel che è successo. Il rispetto che abbiamo nei confronti della Bosnia è enorme, per quello che dimostrano in campo. Poi i tifosi… Non hanno mai fatto gol, non mi è capitato».

SU LOCATELLI – «Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l’ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine».

CHI IN ATTACCO TRA PIO ESPOSITO E RETEGUI? – «Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili».

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