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·24 juillet 2026

Conferenza stampa Zappa: «Voglio essere un punto di riferimento per i compagni. Di Paolo mi ha stupito!»

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Conferenza stampa Zappa: il difensore del Cagliari è intervenuto dopo la seduta mattutina odierna presso il ritiro estivo di Pontedilegno

Gabriele Zappa sta preparando una nuova stagione nella quale sarà ancora più responsabilizzato dopo l’addio di Leonardo Pavoletti. Il giocatore del Cagliari è intervenuto in conferenza stampa dopo l’allenamento mattutino svolto presso il campo di Temù. Le sue parole:

TANTA VOGLIA DI RIPARTIRE – «Per me sarà la settima stagione a Cagliari. Sono carico e non vedevo l’ora di ricominciare. L’anno scorso ho giocato meno, ma ero concentrato solo sul farmi trovare pronto quando chiamato in causa. Le scelte fatte hanno portato risultati e io ho sempre messo davanti la squadra all’io. Voglio dare il mio contributo e aiutare il gruppo in ogni modo, quest’anno ero particolarmente carico e voglioso di ripartire rispetto alle precedenti stagioni in cui magari finivo con un po’ di stanchezza, sicuramente avere avuto meno minutaggio nella seconda parte di stagione ha inciso su questo».


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RUOLO DA VETERANO E NUOVI COMPAGNI – «Rispetto a sei stagioni fa sono cambiato tanto, sia come calciatore sia dal punto di vista umano. Crescendo fai ragionamenti diversi. Oggi, insieme a Caprile e Deiola, vogliamo essere un punto di riferimento per i più giovani, soprattutto nel rispetto delle regole e dei valori del gruppo. Quando arriva un ragazzo nuovo cerco sempre di farlo sentire a casa e a suo agio: sono a disposizione per ogni consiglio. I nuovi li vedo tutti molto bene. Kingstone, a parte il gol che mi ha “parato” nella sgambata con l’Under 20 (ride), ha tratto grande beneficio dall’esperienza fatta all’estero in cui ha ben figurato. Mi hanno impressionato anche Di Paolo e Romano, mentre Winks non lo devo certo scoprire io: conosciamo tutti il suo valore. Raterink? Con lui faccio un po’ fatica perché devo parlare in inglese (scherza). È un ottimo giocatore, fisicamente è straripante e ha un motore importante. Ha ancora ampi margini di miglioramento e credo abbia davanti un grande futuro».

PISACANE E IL SUO RUOLO – «Con il Mister abbiamo parlato tante volte. L’anno scorso c’era Palestra, un calciatore che ha dimostrato di appartenere a un livello altissimo e che spingeva tantissimo sulla fascia. In quel contesto il Mister aveva bisogno di un giocatore che nasce come centrale qual è Zé Pedro sul centrodestra, mentre io nasco più come esterno. Quest’anno penso di potermi giocare il posto con Zé Pedro. In generale mi considero un giocatore duttile: se il mister mi dicesse di mettermi i guanti e andare in porta, lo farei anche. Posso giocare anche più avanzato. Pisacane è molto maniacale nei dettagli e ha richieste ben precise: più lo seguiamo, meglio è per tutti».

CALCIOMERCATO – «Spesso le notizie le leggo direttamente sui giornali. Al momento di concreto non c’è nulla. A gennaio gli interessamenti di Fiorentina e Napoli erano reali, ma sono felice di essere rimasto perché qui sto bene e sono contento di vestire questa maglia, col tempo ho capito cosa voglia dire per i tifosi il Cagliari, e cosa significhi indossare questi colori rappresentando un popolo».

PAVOLETTI E IL DOTTOR SCORCU – «Pavoletti ci lascia tantissimo dopo gli anni vissuti insieme. Già dalla scorsa stagione ci diceva che presto sarebbe toccato a noi rappresentare questi colori nel miglior modo possibile. Vogliamo essere d’esempio per i più giovani. Io oggi mi sento un cagliaritano d’adozione: nei primi anni forse non percepivo fino in fondo l’importanza di questa maglia, poi mi sono innamorato dei nostri tifosi e ho capito i sacrifici che fanno ogni volta per seguirci. Voglio ringraziare anche il dottor Scorcu, così come ho fatto con Pavoletti. Leonardo, a fine della scorsa stagione, mi ha regalato una maglietta con la scritta il cui concetto era ‘Ti ho conosciuto ragazzino e ti lascio uomo”. Mi ha emozionato tantissimo. Per me è stato un fratello maggiore, ci ha dato davvero tanto e naturalmente ci manca. All’interno dello spogliatoio sapeva alternare bastone e carota ed è stato fondamentale per tutti noi. Credo che io e Deiola dovremo anche rendergli onore portando avanti certi valori. E poi il dottor Scorcu aveva sempre una storia da raccontare, lo ringrazio e ricordo con stima e affetto».

UNA NUOVA POSIZIONE IN CAMPO? – «Magari con il passare degli anni, quando il fisico richiederà e permetterà meno corsa, potrò giocare stabilmente da centrale. Oggi però mi sento ancora giovane e continuo a vedermi soprattutto come un giocatore di fascia».

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