Calcionews24
·18 janvier 2026
Coppa d’Africa, follia nel recupero! Rigore Marocco, il Senegal lascia il campo…Poi Brahim Diaz fallisce il cucchiaio. Clamoroso quanto successo

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·18 janvier 2026

Quella che doveva essere una festa del calcio africano si è trasformata in un thriller psicologico dai contorni grotteschi e surreali. La finale di Coppa d’Africa tra Senegal e Marocco entra di diritto nella storia, ma non per lo spettacolo offerto nei tempi regolamentari, bensì per ciò che è accaduto in un recupero infinito, destinato a far discutere per anni.
Tutto accade quando il quarto uomo ha già segnalato gli 8 minuti di recupero. Il match sembra incanalato verso i supplementari, con i Leoni della Teranga che avevano sfiorato più volte il vantaggio. Al quarto minuto di extra-time, però, l’episodio che spacca la partita: un contatto in area tra Diouf e Brahim Diaz. Il contatto appare lieve, quasi impercettibile in presa diretta. L’arbitro inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al VAR. Segue una On Field Review lunghissima, con il direttore di gara protetto a fatica da un capannello di steward per visionare il monitor. Al minuto 98, la decisione: calcio di rigore per il Marocco.
La reazione del Senegal è veemente e senza precedenti. Il Commissario Tecnico Thiaw, furioso per quello che giudica un “rigorino” inesistente, compie un gesto clamoroso: ordina ai suoi giocatori di abbandonare il terreno di gioco. Per minuti interminabili lo stadio resta col fiato sospeso: il Senegal è negli spogliatoi, la finale sembra finita a tavolino.
Si riprende a giocare in un clima irreale, al 24° minuto di recupero (minuto 114 complessivo). Sul dischetto si presenta Brahim Diaz. La pressione è insostenibile, il pallone pesa come un macigno. Il fantasista marocchino sceglie la soluzione più rischiosa: tenta il “cucchiaio”. L’esecuzione, però, è infelice: il portiere senegalese non abbocca, resta fermo e blocca agevolmente la sfera. Il boato dello stadio è un misto di incredulità e sollievo per i senegalesi. Giustizia, secondo loro, è fatta. La partita prosegue.









































