Cristao: «Amorim non si dimetterà ma è sicuramente rimasto spiazzato dalla situazione. Krosche? Tentativo disperato» – ESCLUSIVA e VIDEO | OneFootball

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Milannews24

·20 juin 2026

Cristao: «Amorim non si dimetterà ma è sicuramente rimasto spiazzato dalla situazione. Krosche? Tentativo disperato» – ESCLUSIVA e VIDEO

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Simone Cristao, direttore di Radio Rossonera, è intervenuto in esclusiva a Milannews24: le sue dichiarazioni sul momento rossonero

Il Milan continua a vivere settimane delicate tra la ricerca di una nuova figura dirigenziale, il futuro di Rafael Leao e la costruzione della rosa per la prossima stagione. Simone Cristao, direttore di Radio Rossonera, ha analizzato i principali temi dell’attualità rossonera in esclusiva a Milannews24, soffermandosi sulla situazione societaria, sul ruolo di Amorim e sulle priorità di mercato. Un quadro che evidenzia ancora molte incertezze, sia a livello organizzativo che tecnico, in vista dell’inizio della nuova stagione.

Sul futuro di Amorim e sulla situazione dirigenziale

D: C’è il rischio che le difficoltà societarie possano mettere in discussione anche la posizione di Amorim?


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R: «Parto dalla coda, non penso che in questo momento ci siano grossi problemi per quanto riguarda Amorim sul fatto che quantomeno inizi la stagione. Quello no. Anche se è ovvio, evidente, che sarà rimasto anche lui un filino spiazzato dal fatto che i dirigenti che dovrebbero essere protagonisti in questa fase siano di fatto tagliati fuori. Per volontà di RedBird non c’è la necessità di far partire una stagione monca con dirigenti che andrebbero via oltre la metà di giugno».

Sul tentativo per Krosche

D: A che punto è la trattativa per Krosche?

R: «Su Krosche e quant’altro siamo un po’ fermi. Siamo all’ultimo, forse disperato, tentativo del Milan per provare a portarlo a casa in questo weekend, ma è veramente l’ultimissima spiaggia. Mi viene da dire quasi un tentativo disperato per le possibilità di riuscita che ci sono».

Sul ruolo del direttore sportivo

D: Il Milan vuole davvero un direttore sportivo o sta valutando una soluzione alternativa?

R: «Bisognerebbe capire se vuole realmente un direttore sportivo oppure una figura terza che faccia da prestatesserino. Serve qualcuno che firmi materialmente tutte le pratiche che richiedono il ruolo di direttore sportivo, non soltanto operazioni di mercato ma anche tutta una serie di iter burocratici, compresa l’iscrizione al campionato».

D: Quale soluzione ritieni più probabile?

R: «Credo che in questo momento l’ipotesi più realistica sia quella della soluzione interna. Penso a figure come Manuel Caruso, segretario generale del Milan, oppure Donato Lomonte, team manager della prima squadra. Essendo già in possesso del tesserino potrebbero ricoprire questa carica, anche se più in una veste formale che sostanziale».

Sul futuro di Rafael Leao

D: Le dichiarazioni di Leao possono aver segnato la fine del suo ciclo al Milan?

R: «Credo che sia terminato il ciclo di Rafa. Un po’ perché sono dichiarazioni che difficilmente riesci a rimangiarti. Mi metto nei panni dei tifosi alla seconda giornata in casa contro il Venezia, dopo un errore o una prestazione negativa: i mugugni e i fischi arriverebbero subito, perché la gente si ricorda determinate dichiarazioni».

D: Quindi pensi che anche il giocatore si consideri ormai lontano dal Milan?

R: «Sì, al di là di Amorim stesso, sembra proprio che sia finito il ciclo di Leao. Probabilmente lui stesso si immagina fuori rispetto agli ultimi cinque o sei anni vissuti a Milano».

Su Amorim e le difficoltà dell’ambiente Milan

D: Amorim rischia di incontrare le stesse difficoltà vissute da altri allenatori in passato?

R: «Il rischio c’è. Siamo figli del nostro passato e le ultime occasioni date ad allenatori che sulla carta potevano fare bene hanno spesso prodotto risultati peggiori rispetto alle aspettative una volta immersi nella realtà Milan».

D: Il paragone con Allegri può essere utile?

R: «Allegri è riuscito a barcamenarsi con un calcio che definire datato sarebbe quasi un complimento. Aveva però altre qualità e neppure quelle sono bastate per salvare la situazione. È riuscito a tenere a galla la barca fino a febbraio, ma poi è arrivato un ammutinamento interno che ha compromesso tutto».

D: Cosa ti aspetti dal lavoro di Amorim?

R: «Sicuramente ha un’idea di calcio migliore rispetto a quella di Allegri, ma bisognerà vedere come riuscirà a trasferirla a questa rosa. Non è un allenatore che si adatta particolarmente ai giocatori: di solito è lui che adatta i giocatori al proprio sistema di gioco. Vedremo cosa succederà, sempre che la stagione possa partire con una struttura dirigenziale adeguata».

Sul mercato e sulla costruzione della rosa

D: Quali sono le priorità del Milan sul mercato?

R: «Fatto salvo il portiere, che resterà dov’è, uno tra Pavlovic e Gabbia rimarrà sicuramente. Gabbia serve anche per una questione di liste europee»-

D: Dove serviranno gli interventi più importanti?

R: «Sul centro-destra della difesa qualcosa si potrà fare, magari con un giocatore più abile tecnicamente rispetto a Tomori. A centrocampo i numeri ci sarebbero tra Fofana, Jashari, Ricci e Loftus-Cheek, ma probabilmente servirebbe comunque qualcosa di più interessante».

D: E sulle corsie esterne?

R: «A sinistra andrà preso qualcuno perché Bartesaghi ha mostrato segnali di crescita ma poco altro. A destra c’è Saelemaekers e poi vedremo la situazione Athekame».

D: Qual è il reparto che necessita maggiormente di rinforzi?

R: «Direi soprattutto l’attacco. Serve un numero nove vero, capace non solo di fare gol ma di interpretare il ruolo da centravanti titolare. Non un comprimario da alternare a Gimenez, ma un titolare vero. E se dovesse partire Leao, allora servirà anche un altro giocatore importante da affiancare a Pulisic o Nkunku sulla trequarti»

D: Speriamo nel “magic touch” di Cardinale…

R: «È appena stato dal Papa, quindi magari una benedizione…».

SI RINGRAZIA SIMONE CRISTAO PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

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