PianetaSerieB
·30 mai 2026
Da 0 a 10 - LDL "annulla" il Bari, Cesena-Cole da 😱, la lezione di Alvini. Il PAGELLONE della stagione di Serie B

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·30 mai 2026

Per l'ultima volta in questa splendida stagione 2025/26 di Serie B pubblichiamo il pagellone, dando spazio ai nostri voti di fine anno. Ecco i giudizi su alcuni dei protagonisti di un campionato che passerà inevitabilmente alla storia.
Dodici mesi fa retrocedeva col Cosenza a seguito di tre esoneri in tre anni, dodici mesi dopo in una Serie B di difficoltà estrema ha vinto con una squadra che nessuno reputava da promozione. Allenatori validissimi sono retrocessi quest’anno, devono guardare a lui e non abbattersi. Il valore di un tecnico va misurato nel contesto adeguato.
Hainaut e Adorante, stop! Non ci sono altri titolari fissi del Venezia che siano stati acquistati nel corso dell’estate. Una lezione in un sistema calcio che fa della rivoluzione permanente il proprio mantra. Si può retrocedere anche con un progetto, ma se questo è solido frutterà e come l’anno dopo.
Nell’anno delle spese folli per calciatori fantasma in Serie A (ma anche in rari casi in Serie B), Ciro Polito e Matteo Lovisa hanno reso onore alla professione di direttore sportivo. Il primo ha portato a Catanzaro ragazzi fortissimi riuscendo anche a prenderli a titolo definitivo, il secondo ha scovato dalle serie minori e dai settori giovanili elementi in grado di centrare il secondo playoff consecutivo della Juve Stabia.
Sono arrivati in situazioni disperate, si sono salvati a suon di risultati positivi, non hanno ricevuto la conferma. I punti di contatto tra Roberto Breda a Padova e Attilio Lombardo alla Sampdoria sono molteplici: entrambi riflettono un calcio che pensa alla giornata: necessita, ottiene, mastica e sputa. Avrebbero meritato ben altro.
Onore al merito, anche se attraverso i playoff il Monza è in Serie A. Farsi beffare dal decisamente meno attrezzato Frosinone per la promozione diretta e andare sotto 2-0 contro l’eroica Juve Stabia in semifinale per poi farsi rimontare 2 gol dal Catanzaro in finale non è ciò che ci saremmo aspettati da una corazzata. La dirigenza avrà da riflettere per la conferma.
Ogni dichiarazione è un boomerang per Super Pippo. Il “chiudiamola già all’andata” prima di ricevere 3 gol e segnarne 0 in casa del Catanzaro è ormai letteratura, ma è solo l’ultima e più eclatante di una serie di frasi a effetto che più che entusiasmare la tifoseria hanno reso grottesca la distanza tra le ambizioni e i risultati. Inzaghi sa vincere, ma quando le cose non girano deve compiere ancora uno scatto di maturità.
In estate spending review assoluta, anche sugli allenatori. A gennaio contratto milionario a Salvatore Esposito e maxi-investimenti per salvare la categoria. Il modo in cui la Sampdoria ha interpretato questa Serie B è semplicemente grottesco. Non avere un progetto è un conto, non essere nemmeno consapevoli dell’utilizzo delle proprie finanze è un fatto però ancor più grave della semplice improvvisazione.
Lo abbiamo detto tante volte, lo ribadiamo una volta di più. Non ci si presenta in Serie B con una rosa in larga parte totalmente inadeguata alla categoria. Vale un po’ il discorso fatto anche per la Sampdoria, ma qui si aggiunge un’ampia dose di dolo. Non è sottovalutazione del pericolo, ma rinuncia quasi aprioristica a difendere la categoria appena conquistata.
Otto partite, una sola vittoria, pochissimi gol fatti e un imbarazzante match conclusivo perso in casa contro il Padova già salvo costato la qualificazione ai playoff. Della storia di Cole a Cesena ci fa arrabbiare ogni singolo aspetto: l’arrivo nel momento in cui Mignani fa la miglior partita dell’anno col Frosinone, le conferenze ricche di boria che a quanto pare proseguono senza sosta, il supporto privo di qualsiasi motivazione razionale della dirigenza. Ciò che però dispiace di più è che si continuerà con la fiducia cieca anche a fronte di una comprovata incapacità di riconoscere gli errori.
Le stagioni di Reggiana e Spezia avevano enormi chance di concludersi con la retrocessione in Serie C a prescindere dalla guida tecnica. Ha faticato in granata Dionigi dopo il grande avvio così come Bisoli alla fine e così come D’Angelo in apertura e chiusura coi liguri. Detto ciò, promuovere a primo allenatore chi non ha mai ricoperto un simile o riesumare chi da tempo era fermo non sono le scelte di chi ha una disperata voglia di difendere la Serie B. Anzi.
Partiamo dalla fine, dall’assurda querelle col sindaco di Bari che dopo anni di gestione imbarazzante prova a difendere gli interessi coi tifosi. La freddezza, la quasi totale estraneità di Luigi De Laurentiis dinanzi ai disastri compiuti è inspiegabile. Neppure la retrocessione in Serie C ha costituito una scossa, così come non sono serviti a nulla i playout di due anni fa o il mancato playoff dell’anno scorso. Il diktat è chiaro: galleggiare risultando impalpabili. Con questo proposito, però, nel calcio si annega. A oggi il club non esiste: tantissimi prestiti o addii forzati, ds e allenatore da trovare, ranghi dirigenziali ai minimi storici. Una società fantasma che rischia di spegnere una piazza vivissima.







































