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·16 janvier 2026

Da Arvedi a Pasini fino alla new entry Banzato (Padova), l’acciaio investe sempre più nel calcio

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Il mondo dell’acciaio è sempre più attratto dal calcio. La dimostrazione arriva dalla scelta di Alessandro Banzato, presidente del gruppo Acciaierie Venete, che ha deciso di procedere con l’acquisizione del Padova, società che milita attualmente in Serie B.

Come riporta l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, Banzato si va ad aggiungere così agli altri imprenditori siderurgici legati al calcio. Un elenco che comprende:


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Tornando al Padova, per il passaggio di proprietà a Banzato manca ancora l’ufficialità visto che la due diligence, la fase in cui il compratore analizza i bilanci della società da acquistare, è ancora in corso. L’operazione, che farebbe recuperare al 100% la padovanità al club biancorosso, è data per fatta nell’ambiente vicino all’imprenditore.

L’operazione prevederebbe l’acquisto da parte di Banzato del 70% delle quote del club, attualmente in mano al fondo attivista Amber Capital e al suo fondatore e amministratore delegato, Joseph Oughourlian (che controlla anche il Lens nella Ligue 1 francese e ha interessi anche nel campionato colombiano). L’attuale socio di minoranza, con il 30%, è l’imprenditore e dirigente sportivo padovano Roberto Peghin, che manterrebbe la sua quota diventando ovviamente socio di minoranza di Barzato.

Barzato,  che attraverso le Acciaierie Venete è storicamente uno dei principali sostenitori della blasonata squadra di rugby Petrarca Padova, è emerso sul filo di lana nelle scorse settimane, dopo che erano saltate le trattative per l’ingresso in azionariato dell’imprenditore argentino Marcelo Figoli. Ma non si tratta di una sorpresa: Banzato è stato lungo corteggiato anche in passato, nel tentativo di trovare una soluzione nell’assetto proprietario della società. Il suo arrivo permetterà poi di sbloccare una situazione societaria che si stava facendo complicata.

Infatti, al club neopromosso in Serie B è stato bloccato il mercato di gennaio, che è stato però prontamente ripristinato. L’ingresso nell’azionariato del presidente delle Acciaierie Venete – realtà internazionalizzata con un giro d’affari medio dell’ultimo triennio di circa 1,4 miliardi di euro, 1.800 dipendenti e un patrimonio netto superiore al miliardo di euro – dovrebbe, nelle intenzioni, conferire una maggiore stabilità all’assetto della società biancorossa. Come detto Barzato è solo l’ultimo dei colossi dell’acciaio italiano a entrare nel calcio. Il vertice, anche solo per la serie che occupa, è della Cremonese con Arvedi che la rilevò 20 anni fa e l’ha portata nella massima serie con la promozione dello scorso anno. Oggi vanta in organico una leggenda della Premier League: Jamie Vardy.

Poi c’è la Serie B con la Virtus Entella di Antonio Gozzi che da anni è sinonimo di programmazione e crescita sostenibile da quando il presidente di Federacciai e del gruppo Duferco l’ha rilevata nel 2007. Le cronache poi hanno riportato alla ribalta Giuseppe Pasini, da anni patron della Feralpi e vero e proprio salvatore del Brescia dopo il fallimento della gestione Cellino e fatto rinascere con il nome dell’Union Brescia.

È invece retrocesso quest’anno in C, dopo nove anni in B, il Cittadella, squadra di calcio il cui presidente è Andrea Gabrielli, titolare della Gabrielli SpA, uno dei centri servizi siderurgici più grandi d’Italia, con un fatturato di circa 400 milioni di euro. Anche in questo caso l’imprenditore ha portato a un cambio storico che ha visto la fusione dell’Olimpia Cittadella con l’Unione Sportiva Cittadellese. Il club veneto è un altro piccolo modello di gestione sostenibile, capace di scalare le categorie fino a diventando una presenza fissa in B, riuscendo anche a sfiorare la promozione in Serie A in due occasioni, nelle stagioni 2018-19 e 2020-21.

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