De Biasi parla del Toro: «Vlasic? Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Sulla ‘scossa’ D’Aversa dico questo» | OneFootball

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·31 mars 2026

De Biasi parla del Toro: «Vlasic? Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Sulla ‘scossa’ D’Aversa dico questo»

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De Biasi torna a parlare del Torino: «Vlasic? Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Su D’Aversa…». Le parole

Gianni De Biasi, l’uomo che nel settembre 2005 tenne a battesimo l’era di Urbano Cairo sulla panchina del Torino, non ha mai reciso il cordone ombelicale che lo lega al mondo granata. In questa intervista a La Gazzetta dello Sport il momento delicato del club.

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LA SCOSSA D’AVERSA «Sicuramente i risultati sono cambiati in maniera importante. Ora c’è da fare una valutazione sul gruppo. Il tema è capirne il valore, se può fare di più oppure se ciò che è stato ottenuto nell’ultimo mese sia in linea con le sue potenzialità».IL GIUDIZIO SUL TORO ATTUALE «Ho visto il Torino dal vivo una sola volta, a Verona, e devo dire che nonostante la vittoria non mi aveva impressionato. Mi pareva di vedere un potenziale che però non veniva sfruttato fino in fondo. Con questo ovviamente non voglio dire che il demerito fosse di Marco Baroni, non voglio certo gettargli la croce addosso. Nelle ultime quattro partite ho visto delle buone prestazioni. Contro la Lazio e il Parma sono arrivate due vittorie, poi è “normale” che tu possa perdere quando giochi contro il Napoli e contro il Milan».IL RISVEGLIO DEGLI ATTACCANTI «Di base credo che gli attaccanti, come gran parte dei calciatori, abbiano dei picchi più o meno positivi e vivano anche momenti in cui le cose non girano bene nemmeno se hanno tante occasioni davanti alla porta. Mi sembra comunque che la squadra creda un po’ di più in quello che sta cercando, in ciò che sta chiedendo l’allenatore».VLASIC «Ogni volta l’ho visto giocare a un livello superiore. Come all’inizio della scorsa stagione Duvan Zapata era stato l’artefice di quella partenza sprint, prima che il suo infortunio si facesse sentire, allo stesso modo Nikola in questa annata ha dimostrato di essere un calciatore di qualità, importante nell’economia di gioco del Toro».IL REBUS CASADEI «Non so se abbia trovato una sua collocazione precisa nel campo (come trequartista, ndr), se riesca a far vedere quelle che sono le sue qualità. Da fuori è difficile capire come faccia a non giocare. Evidentemente ci sono dei motivi».IL PARADOSSO DIFENSIVO «Questo paradosso delle tante partite senza subire reti, pur subendo molti gol totali è strano, probabilmente si spiega con il fatto che la squadra, quando sta perdendo, avrebbe la tendenza a mollare le ancore e a perdersi in mezzo al mare. È un tema di tenuta più psicologica che fisica».COME SFRUTTARE LE ULTIME OTTO GARE «Cercherei di fare più punti possibile, anche per capire di che pasta è fatta la squadra. Farei delle valutazioni sui singoli per capire su chi si potrà contare per la prossima stagione. Questa è l’opportunità che D’Aversa in questo momento ha in mano: può conoscere lo spogliatoio, farsi un’idea sulle varie situazioni. Questo lo aiuterà per un’eventuale pianificazione del futuro».I PRO E I CONTRO DEL “TRAGHETTATORE” «Mi era capitato di andare via e di ritornare, ma di essere chiamato per un periodo così breve no. Non è facilissimo, perché prima di tutto bisogna entrare nelle teste dei calciatori, trovare il modo giusto per farsi apprezzare e seguire nel proprio modo di intendere il calcio, sperando che i risultati siano favorevoli. Cerchi di lavorare un po’ su tutto, testa e gambe, e di capire quali sono le situazioni migliori che puoi sfruttare per raggiungere gli obiettivi. Tirare una linea però è anche un vantaggio, dici “da questo momento facciamo in questo modo” ed è un buon modo per approcciare la squadra: mettere una pietra sopra a quello che è stato, concentrarsi solo su ciò che si farà».

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