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·12 juin 2026
đŁïž De Zerbi: âCi stiamo abituando a un Mondiale senza Italia! Serve un cambiamento drasticoâ

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·12 juin 2026

Lâallenatore del Tottenham, Roberto De Zerbi, ha parlato ai microfoni di âItalia chiama Americaâ, la trasmissione di Rai Due.
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Di seguito le sue parole riportate dal Corriere dello Sport:
âCi stiamo abituando purtroppo a non esserci e un Mondiale senza lâItalia uno lo segue perchĂ© ama il calcio, Ăš normale seguirlo, perĂČ ha un sapore totalmente diverso. Sono tanti i motivi per cui non ci siamo, di sicuro non Ăš un caso. Se per tre volte di fila non ci siamo qualificati bisogna farsi un esame di coscienza vero, ma non a chiacchiere, con i fatti, e ripartire dalla classe dirigente migliore e con riforme necessarie. Serve un cambiamento drastico. Tre volte di fila vuol dire che sta diventando una regola, non lâeccezione. Parlo della classe dirigente perchĂ© da loro partono tutte le decisioni piĂč importanti, sino ad arrivare al settore giovanile. Ă chiaro che se il metro nel settore giovanile Ăš chi prende meno, chi spende meno, chi vuole meno soldi per andare ad allenare Ăš un metodo sbagliato perchĂ© ci si dimentica del merito. E allora la classe dirigente dovrebbe mettere degli obblighi, che un tot del fatturato debba essere investito anche nel settore giovanile, nelle strutture. E allora si puĂČ ripartire, sennĂČ si fa un ribaltone di dirigenti senza quello che realmente mancaâ.
LA FAVORITA â âLa favorita per me Ăš il Portogallo perchĂ© Ăš una squadra molto forte e ha giocatori abituati a vincere. E se pensiamo al Portogallo di venti, venticinque anni fa, quando aveva giocatori forti ma gli mancava sempre qualcosa, ora non Ăš piĂč cosĂŹ. Al di lĂ delle favorite classiche, vedo molto bene anche lâOlanda, con giocatori forti, mix di giovani ed esperti, e arrivano anche bene al Mondialeâ.
I PROTAGONISTI â âMi piacerebbe vedere come uno dei migliori Pedri, cosĂŹ come Olise e Cherki nella Francia. Ma anche i paesi del nord Africa sono pieni di grandi talenti, se parliamo di estro. Da lĂŹ arrivano talenti in altri Paesi anche attraverso le seconde generazioniâ. Poi la âbenedizioneâ per uno dei suoi Spurs: âPedro Porro Ăš un giocatore molto forte, la Spagna ha una rosa di grandi giocatori, ma lui Ăš un giocatore veramente di livello. Non deve ringraziarmi, deve ringraziare prima di tutto se stesso e i suoi compagniâ.
LâALLENATORE â âAmo la gestione dei giocatori perchĂ© credo che dalla testa parta tutto. E amo anche gestire i giocatori complicati, complessi, perchĂ© sono i piĂč forti, quelli ai quali se dai vieni ripagato sempre tanto. Il calcio ha bisogno di talenti, di gente diversa. Se alleni i robot allâinizio hai lâimpressione di faticare di meno perĂČ poi alla lunga non ti danno niente, nĂ© a livello umano nĂ© a livello calcisticoâ.
AQUILANI E ABATE â âAquilani giĂ Ăš un grande allenatore perchĂ© lo ha dimostrato questâanno, ma migliorerĂ ancora, ha tutto per diventare uno dei migliori. Come Ignazio Abate al Torino, altro giovane che conosco che va in una piazza difficile, complicata in questo momento, ma lui ha competenze e carattere per uscirne alla grandeâ.







































