đŸ—Łïž De Zerbi: “Ci stiamo abituando a un Mondiale senza Italia! Serve un cambiamento drastico” | OneFootball

đŸ—Łïž De Zerbi: “Ci stiamo abituando a un Mondiale senza Italia! Serve un cambiamento drastico” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: PianetaChampions

PianetaChampions

·12 juin 2026

đŸ—Łïž De Zerbi: “Ci stiamo abituando a un Mondiale senza Italia! Serve un cambiamento drastico”

Image de l'article :đŸ—Łïž De Zerbi: “Ci stiamo abituando a un Mondiale senza Italia! Serve un cambiamento drastico”

L’allenatore del Tottenham, Roberto De Zerbi, ha parlato ai microfoni di “Italia chiama America”, la trasmissione di Rai Due.

Vuoi rimanere aggiornato su tutto ciĂČ che accade in Usa, Messico e Canada? Non dimenticarti di mettere tra i preferiti il Mondiale! Per seguire la competizione, cerca su OneFootball “Mondiale” e clicca sulla stella che trovi accanto e non perderti nemmeno una notizia!


Vidéos OneFootball


Di seguito le sue parole riportate dal Corriere dello Sport:

“Ci stiamo abituando purtroppo a non esserci e un Mondiale senza l’Italia uno lo segue perchĂ© ama il calcio, Ăš normale seguirlo, perĂČ ha un sapore totalmente diverso. Sono tanti i motivi per cui non ci siamo, di sicuro non Ăš un caso. Se per tre volte di fila non ci siamo qualificati bisogna farsi un esame di coscienza vero, ma non a chiacchiere, con i fatti, e ripartire dalla classe dirigente migliore e con riforme necessarie. Serve un cambiamento drastico. Tre volte di fila vuol dire che sta diventando una regola, non l’eccezione. Parlo della classe dirigente perchĂ© da loro partono tutte le decisioni piĂč importanti, sino ad arrivare al settore giovanile. È chiaro che se il metro nel settore giovanile Ăš chi prende meno, chi spende meno, chi vuole meno soldi per andare ad allenare Ăš un metodo sbagliato perchĂ© ci si dimentica del merito. E allora la classe dirigente dovrebbe mettere degli obblighi, che un tot del fatturato debba essere investito anche nel settore giovanile, nelle strutture. E allora si puĂČ ripartire, sennĂČ si fa un ribaltone di dirigenti senza quello che realmente manca“.

LA FAVORITA – “La favorita per me Ăš il Portogallo perchĂ© Ăš una squadra molto forte e ha giocatori abituati a vincere. E se pensiamo al Portogallo di venti, venticinque anni fa, quando aveva giocatori forti ma gli mancava sempre qualcosa, ora non Ăš piĂč cosĂŹ. Al di lĂ  delle favorite classiche, vedo molto bene anche l’Olanda, con giocatori forti, mix di giovani ed esperti, e arrivano anche bene al Mondiale“.

I PROTAGONISTI – “Mi piacerebbe vedere come uno dei migliori Pedri, così come Olise e Cherki nella Francia. Ma anche i paesi del nord Africa sono pieni di grandi talenti, se parliamo di estro. Da lì arrivano talenti in altri Paesi anche attraverso le seconde generazioni“. Poi la ‘benedizione’ per uno dei suoi Spurs: “Pedro Porro ù un giocatore molto forte, la Spagna ha una rosa di grandi giocatori, ma lui ù un giocatore veramente di livello. Non deve ringraziarmi, deve ringraziare prima di tutto se stesso e i suoi compagni“.

L’ALLENATORE – “Amo la gestione dei giocatori perchĂ© credo che dalla testa parta tutto. E amo anche gestire i giocatori complicati, complessi, perchĂ© sono i piĂč forti, quelli ai quali se dai vieni ripagato sempre tanto. Il calcio ha bisogno di talenti, di gente diversa. Se alleni i robot all’inizio hai l’impressione di faticare di meno perĂČ poi alla lunga non ti danno niente, nĂ© a livello umano nĂ© a livello calcistico“.

AQUILANI E ABATE – “Aquilani giĂ  Ăš un grande allenatore perchĂ© lo ha dimostrato quest’anno, ma migliorerĂ  ancora, ha tutto per diventare uno dei migliori. Come Ignazio Abate al Torino, altro giovane che conosco che va in una piazza difficile, complicata in questo momento, ma lui ha competenze e carattere per uscirne alla grande“.

À propos de Publisher