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·12 avril 2026

Di Gregorio è tornato davvero: Superman anche con l’Atalanta. Può riprendersi la Juve?

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Di Gregorio è tornato davvero: Superman anche con l’Atalanta. Può riprendersi la Juve? Decisivo il guizzo su Djimsiti

La vittoria di Bergamo contro l’Atalanta non ha consegnato alla Juventus solo tre punti fondamentali in chiave Champions, ma ha restituito un protagonista ritrovato: Michele Di Gregorio. Chiamato nuovamente a sostituire l’infortunato Perin, l’ex portiere del Monza ha superato a pieni voti l’esame della titolarità, dimostrando una solidità mentale fuori dal comune dopo i mesi difficili trascorsi sotto il fuoco incrociato delle critiche.

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Protagonista al Gewiss Stadium. La prestazione contro i nerazzurri di Gasperini è stata un saggio di reattività e senso della posizione. Di Gregorio è stato decisivo in diverse uscite alte, ma la vera prodezza è arrivaao nella ripresa, quando ha neutralizzato un colpo di testa a botta sicura di Djimsiti, blindando di fatto il risultato. I numeri della sua partita parlano chiaro: 3 parate totali2 respinte con i pugni e un dato sui gol evitati pari a 0.79, a conferma di un impatto concreto sulla difesa bianconera.

Reazione da leader e statistiche. Il momento di grazia dell’estremo difensore è certificato dai fatti: quella di Bergamo è la seconda partita consecutiva conclusa con la porta inviolata per la Juventus. In questa stagione, la “Signora” era riuscita a mantenere la rete bianca per 180 minuti di fila in sole altre tre occasioni, segno che il recupero psicologico di Di Gregorio sta portando benefici all’intero reparto. L’esultanza rabbiosa al triplice fischio e l’abbraccio collettivo ricevuto dopo il rigore parato a Martin contro il Genoa sono le istantanee di una rinascita.

Valutazioni per il futuro. Nonostante questo ritorno ad alti livelli, il mercato resta un’ombra lunga. La dirigenza juventina continua a monitorare profili di esperienza internazionale (come Alisson), ma la risposta sul campo di Di Gregorio complica le valutazioni per la prossima stagione. Se da un lato il club cerca un totem europeo, dall’altro si ritrova tra le mani un portiere recuperato, affidabile e profondamente integrato nel gruppo di Spalletti. Il finale di stagione sarà decisivo per stabilire se questa reazione d’orgoglio basterà a garantirgli la permanenza a Torino.

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